Visitare il National Museums Scotland (http://www.nms.ac.uk) di Edinburgo consente di approfondire alcuni interessanti aspetti della storia del Paese e dell’orologeria attraverso la visione di un ricco patrimonio di oggetti antichi. L’esposizione è articolata su vari piani del grande complesso edilizio nato nel 1985 dalla fusione con il National Museum of Antiquities of Scotland. L’ingresso gratuito oppure la navigazione digitale del dinamico sito consentono di osservare le vaste collezioni presenti e di scoprire tesori inestimabili, proprio come i due particolarissimi orologi, il Congreve Rolling Ball Clock e il Millennium Clock Tower.

Del primo antichissimo pezzo (www.nms.ac.uk/explore/stories/science-and-technology/congreve-rolling-ball-clock/), che ha avuto da subito successo e popolarità, affascina principalmente la spettacolare meccanica. Brevettato nel 1808, sembra senza avere specifiche conoscenze orologiere dal geniale Sir William Congreve (1772-1828), il segnatempo intendeva collocarsi come un’alternativa al più comune pendolo dell’epoca cercando di migliorarne soprattutto la precisione. E in realtà l’orologio di Congreve differiva completamente da qualsiasi altro misuratore sia per il design innovativo dello skeleton, in ottone massiccio con le colonnine in stile neo-classico, sia per il suo caratteristico modo di operare. Mentre nel pendolo la sfera è sospesa a un’altezza stabilita, nel rivoluzionario modello di Congreve essa rotola da un’estremità all’altra di una piastra orizzontale, basculante e leggermente inclinata.

La speciale piattaforma, che è imperniata al centro, è solcata da una pista a zig-zag, differenziandosi pertanto anche dalle precedenti versioni degli orologi a rotolamento della sfera inventati da Nicolas de Grollier Servière e da Johann Sayller. Del video on-line si può osservare l’instancabile sferetta, anch’essa in ottone, che percorre una traiettoria articolata in 14 scanalature. Alla fine di ogni “viaggio”, sposta una leva, determinando così una nuova inclinazione della solida base di appoggio. Il moto incessante, la cui velocità è regolata proprio dalla pendenza della piastra, cambia direzione ogni 15 secondi, 5.760 volte al giorno, e fa avanzare le lancette dell’orologio disposte su tre quadranti di varie dimensioni.

Per conoscere la misura del tempo dunque occorre comporre le tre frazioni delle ore, espresse in numeri romani, con le cifre arabe – di cinque in cinque fino a sessanta – dei minuti e dei secondi – fino a trenta, facendo compiere alla lancetta due volte il giro -. Il movimento del Congreve è la caratteristica che più facilmente incanta. Inoltre, considerando che la sfera impiega sempre gli stessi secondi a rotolare lungo la pista, dovrebbe in teoria essere un meccanismo piuttosto affidabile. Purtroppo però esistono dei limiti che ne influenzano drasticamente la stabilità. Il segnatempo è infatti molto sensibile all’umidità e ai cambiamenti di temperatura, che fanno espandere e contrarre il metallo, alterando la lunghezza del tracciato e perfino le dimensioni della sfera. Poi, sono sufficienti pochi granelli di polvere sulla pista a rallentare la corsa della sferetta, rendendo poco precisa la misura del tempo. Anche l’utilizzo di una copertura temporanea per mantenere lontana la polvere non risolve la criticità di una manutenzione frequente e accurata. La pallina di metallo, per esempio, necessita di essere lucidata spesso, almeno una volta ogni due settimane per rimuovere i microscopici detriti.

Nel progetto originario, tuttavia il Congreve aveva una autonomia di due settimane, l’assistente restauratore del Museo sostiene invece che per funzionare correttamente il meccanismo richiede attenzioni maggiori. Capita talvolta che a ogni oscillazione la lancetta dei minuti avanza più velocemente, da una a quattro volte al minuto, mentre quella dei secondi salta in avanti di quindici o trenta secondi. Questa anomalia risulta evidente nel grafico della terza figura, che mostra il tempo perso o guadagnato in un determinato periodo. In un giorno può anche ritardare di 45 minuti!

Completamente diverso è il Millennium Clock Tower (http://www.nms.ac.uk/explore/stories/art-and-design/millennium-clock-tower/), pieno di simbolismi e di significati allegorici, a volte anche difficili da riconoscere, in cui la funzione di segnatempo diventa abbastanza secondaria. Chi osserva la torre medievale, a forma di cattedrale, rimane colpito dalle animazioni degli incredibili automi, sparsi sui quattro piani della torre alta 10 metri. La cripta, la navata, il campanile e la guglia hanno storie e segreti da esprimere sulle note del Concerto in A Minore 593 Allegro di J. S. Bach.

Una combinazione sconcertante di ruote e catene, con una stravagante scimmia egiziana, conquista soprattutto i bambini. Più in alto, cattura l’attenzione la sagoma di Chaplin con l’inconfondibile bastone, che si muove in sintonia con il suono della campana. Ma sono raffigurati anche Lenin, Hitler e Stalin, ricordando così anche gli aspetti peggiori del ventesimo secolo, secondo la visione un po’ folle dei cinque artigiani – Tim Stead, Eduard Bersudsky, Annica Sandstrom, Jurgen Tubbecke e Maggy Lenert -, che con legno, metallo e vetro hanno fotografato il passare del tempo in modo piuttosto singolare.

Nel campanile si trova l’orologio, la cui precisione contrasta con il caos che regna nella torre. Ha un quadrante moderno, con pannelli di vetro dai colori vivaci, circondato da 12 figure, ciascuna per ogni mese dell’anno. La torre termina con una guglia e una composizione scultorea che ricorda la Pietà di Michelangelo. Alcuni sostengono che il Millennium Clock Tower sia un’opera provocatoria e deprimente ma guardando anche i riferimenti ai risultati scientifici e artistici essa predispone a un futuro luminoso. Con l’obiettivo di presentare in modo ottimale il National Museums Scotland, il web-site è cambiato varie volte da quando è on-line – giugno 1997 -, evolvendo dalla versione con le pagine statiche fino all’attuale edizione fluida, migliorando sempre sia il layout grafico sia l’esposizione dei contenuti. Il sito, infatti, si carica velocemente e costituisce un magnifico riferimento per chi cerca informazioni sulle esposizioni in corso.