Ovvero, un modello femminile al quarzo in 3 misure, con diamanti sul quadrante personalizzato dal fiore monogram, e un cronografo automatico maschile di misura unica: per tutti, aspetto “dark” illuminato da dettagli di tonalità oro rosa; per il solo cronografo, inserti in oro rosa sulla cassa.

Nome di spicco fra i marchi di lusso che fanno capo alla multinazionale francese LVMH-Moët Hennessy Louis Vuitton SA, nata nel 1987, il brand Louis Vuitton vanta oltre 160 anni di storia, essendo stato fondato nel 1854. Risale invece al 1896 il lancio dell’inconfondibile Monogram da parte del figlio di Louis Vuitton, Georges, che nel 1892, dopo la morte del padre – artefice, a sua volta, dell’altrettanto celebre motivo a scacchi Damier Canvas -, prenderà le redini dell’azienda, in grande crescita grazie alla “rivoluzione dei trasporti” in atto in quel periodo storico. E sarà proprio il Monogram a rendere immediatamente riconoscibile il marchio negli anni a venire: la texture, ispirata al design orientaleggiante di tarda epoca vittoriana, formata dalle iniziali “LV” intrecciate fra loro e accompagnate da motivi a fiore e quadrifogli beige su base marrone rimarrà pressoché immutata per circa un secolo, quando Marc Jacobs – direttore artistico nei tardi anni ‘90 – immaginerà nuove forme e nuovi colori, senza però tradirne l’essenza.
Un classico fiore Monogram impreziosisce anche i quadranti dei nuovi modelli femminili della collezione Tambour: un segnatempo, quest’ultimo, che potremmo definire “storico” in quanto ha segnato il debutto nel 2002 della divisione orologiera Louis Vuitton di La Chaux-de-Fonds. Tornando ai nuovi modelli femminili, si tratta di 3 orologi “All Black” con dettagli “rosati”; a distinguerli uno dall’altro è il diametro delle casse, in acciaio PVD nero e impermeabili fino a 10 atmosfere di pressione, di 39,5, 34 e 28 millimetri. L’elegante architettura si caratterizza essenzialmente per la forma perfettamente rotonda e per l’altissima e lucidissima carrure – a discapito della lunetta praticamente inesistente – dall’andamento obliquo discendente e sul cui perimetro spicca il nome inciso della Maison, mentre il fondello opaco, serrato con 6 viti e leggermente bombato, è personalizzato al centro con un vasto pattern Monogram su base grigia. Al 3 la corona di regolazione con bordo ottagonale e logo “LV” scolpito sulla superficie leggermente bombata e lucidata a specchio; al 12 e al 6 i due segmenti applicati che formano le anse lucidissime e integrano il cinturino nero in caucciù – con decoro Monogram e fibbia ad ardiglione in acciaio annerito – facilmente intercambiabile senza ricorrere ad attrezzi specifici grazie a un sistema brevettato Louis Vuitton; in alternativa, cinturino opaco sempre nero ma in pelle con motivo a righe trasversali irregolari. Ad animare i 3 orologi movimenti al quarzo con funzioni di ore, minuti, secondi e datario a fondo nero perfettamente amalgamato ton sur ton sul quadrante con indici allungati a bastone che si alternano ai grandi numeri arabi stilizzati, tutti elementi di tonalità oro rosa come il fiore Monogram al centro, la scritta LOUIS VUITTON sotto il 12, la dicitura Swiss Made sotto il 6, la lancetta a filo dei secondi – con vistoso contrappeso romboidale – che scorre sul rehaut nero obliquo che come indici della minuteria reca 12 diamanti, mentre le sfere bâton di ore e minuti sono nere con interno trattato con SuperLuminova bianco. Ma torniamo alla finestra del datario: mentre sul modello medio e su quello più piccolo si trova a ore 3, sul segnatempo più grande è a ore 4.30; una caratteristica, quest’ultima, che ritroviamo anche sul quadrante del modello maschile della nuova collezione Tambour, un cronografo “All Black and Gold” con cassa in acciaio opaco PVD nero e anse, parte della corona e pulsanti cronografici in oro rosa lucido. Il diametro ora raggiunge i 46 millimetri ma la costruzione della cassa, sempre impermeabile fino a 10 atmosfere di pressione, naturalmente rispetta i codici della collezione: la forma perfettamente circolare; la carrure altissima ad andamento discendente obliquo con il nome della Maison inciso; la corona personalizzata al 3 con bordo ottagonale – che ora è inciso -; il doppio segmento delle anse applicate che integrano il cinturino nero carbone – in alligatore, con fibbia ad ardiglione in acciaio DLC nero – facilmente intercambiabile grazie al sistema brevettato Louis Vuitton; il fondello serrato con 6 viti, leggermente bombato e personalizzato – in questo caso, con il solo logo formato dalle iniziali LV intrecciate sul fondo grigio -. Il movimento che anima il cronografo è l’affidabile calibro automatico ETA 2894-2, di 12 linee e 1/2, con 37 rubini, 28.800 alternanze orarie, pari a 4 Hz, e 38 ore di riserva di carica; rispetto ai modelli femminili al quarzo, cambia anche il design del quadrante a fondo nero opaco che ora è attraversato da una grande “V” antracite in leggero contrasto cromatico, un motivo tipico della linea “All Black” ma che rimanda alla “V” ideata da Gaston-Louis Vuitton – figlio di Georges – e impiegata per la prima volta su una Steamer Bag nel 1901. Rimangono però i dettagli di tonalità oro rosa: gli indici scheletrati applicati – e quelli stampati – con porzione interna luminescente alla stregua delle lancette a bastone di ore e minuti semischeletrate; i numeri arabi; il nome della Maison sotto il 12, seguito dalla dicitura AUTOMATIQUE in bianco; le piccole sfere semischeletrate luminescenti e le cornici dei 3 contatori: i secondi continui al 3, le 12 ore cronografiche al 6 e i 30 minuti cronografici al 9. Sul rehaut inclinato, infine, il fitto binario destinato alla grande lancetta dei secondi cronografici, bianca e con tipico contrappeso romboidale che ora però è scheletrato.

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