Per il bracciale e la cassa del nuovissimo Maillon de Cartier, un insieme unico e integrato costruito attorno al flessuoso movimento dell’oro che compone entrambi gli elementi.

di Laura Murgia

Prima di essere orologiaio Cartier è essenzialmente gioielliere, il gioielliere per eccellenza, quello che più di ogni altro riassume in sé l’intera storia di oggetti unici d’inimitabile raffinatezza. La tradizione in questo ambito ha consentito alla Maison quell’attenzione particolare al dettaglio che pochissimi altri possono vantare, a partire dallo studio della “forma” senza tempo che ha segnato mode e costumi. Più che di studio si tratta di sperimentazione, quell’attitudine costante nel concepire sagome diverse e originali applicata a creazioni altrettanto audaci, protagoniste dell’intero repertorio della Maison. Primo gioielliere a porre le basi estetiche dell’orologeria moderna, Louis Cartier riteneva infatti che la bellezza di un orologio non dipendesse esclusivamente dagli elementi decorativi. Tutt’altro. Condizioni ugualmente importanti, se non fondamentali per la riuscita di un segnatempo, erano la giusta armonia tra volume, linee e proporzioni, l’aspetto del metallo e l’equilibrio artistico tra cassa e bracciale. Questa straordinaria propensione a immaginare un’estetica in costante rinnovamento, spesso eccentrica ma pur sempre raffinata, lo spinse a dedicarsi agli orologi “di forma” dando vita a esemplari che non solo rimarranno custoditi negli archivi storici della Casa, ma sono stati di forte ispirazione per la produzione successiva. I modelli Tonneau del 1906, quelli quadrati realizzati a partire dal 1908, i Tortue introdotti nel 1912, e naturalmente i ben noti Santos e Tank, hanno fatto dell’atelier Cartier un vero e proprio laboratorio di innovazione, la cui ricerca è spesso coincisa con la progettazione di un’architettura “diversa” a sua volta influenzata dal gusto di determinati momenti storici. I gioielli, gli orologi, ma anche i profumi o gli articoli di pelletteria, devono tutti qualcosa alle tendenze e alle mode susseguitesi nel corso dei decenni. In particolare nel Ventesimo secolo, a Rue de la Paix, i disegnatori della Maison sono costantemente all’opera per ideare nuove forme astratte e geometriche ispirate all’architettura, abbracciando lo stile Art Déco. Con una prevalenza di utilizzo del bianco su smalto nero, simbolo di creatività e d’eleganza, cui successivamente seguirà il ritorno del colore, ispirato dall’Espressionismo tedesco e dal Cubismo. E naturalmente gli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso dove non solo in Cartier si assiste a una vera e propria esplosione di fantasia e inventiva.
E l’eredità di quel passato, interpretato se- condo una particolare visione della forma spinta sino alla sua esaltazione più estrema, è oggi concretamente tangibile nel nuovissimo Maillon de Cartier, autentico gioiello degli atelier di orologeria che rientra appieno nel repertorio delle collezioni creative della Maison. Di lui Marie-Laure Cérède, Direttrice Creazione Orologiera, dice “Volevamo vivacizzare il bracciale gourmette trasformandone l’architettura mediante un approccio ispirato al volume. L ’emozione è suscitata dal movimento e dalla tensione”. Maillon d’altronde significa “maglia”, anello, collegamento, e proprio sul bracciale e sulle sue maglie generose e opulente si è con- centrata l’attenzione dei creativi della …

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