Foto di MB&F

Reinterpretare il passato e trasformare le complicazioni dei più grandi maestri orologiai della storia in opere d’arte contemporanee: è questo lo spirito più autentico delle Legacy Machine di MB&F, creazioni capaci di raccontare la visione classica dell’orologeria di Maximilian Büsser e del rivoluzionario laboratorio concettuale da lui inventato circa 13 anni fa. Su orologi.it un approfondimento dedicato alla Legacy Machine Split Escapement, una straordinaria creazione con “scappamento diviso”, nella quale il bilanciere viene a trovarsi al di sopra del quadrante, mentre l’ancora e la ruota di scappamento sono posizionati sul retro.

Se il bilanciere sospeso è stato un progetto assolutamente avveniristico scritto all’interno della collezione Legacy Machine, con lo scappamento diviso possiamo ben dire che siamo molto al di là di ciò che l’arte dell’orologeria poteva anche semplicemente immaginare; almeno fino al 2015, quando l’originale innovazione tecnica è stata utilizzata nella Legacy Machine Perpetual abbinata al calendario perpetuo.

Di scappamento diviso torniamo a parlare ora grazie alla Legacy Machine Split Escapement: qui il bilanciere batte sotto la cupola di vetro zaffiro del lato quadrante con il suo consueto ritmo di 18.000 alternanze orarie mentre l’ancora e la ruota di scappamento si trovano sul lato opposto, distanziati da esso quasi 12 millimetri e visibili attraverso il fondello trasparente.

Per ottenere questa inedita costruzione è stato necessario un albero del bilanciere particolarmente lungo, che attraversa il centro del movimento e che misura ben 11,78 millimetri tra la ruota del bilanciere e il rubino d’impulso; lo stesso è fissato a entrambe le estremità con cuscinetti antishock in rubino nell’ottica di fornire maggiore stabilità alla struttura. A garantire un maggiore apporto di energia è invece l’uso di due bariletti in parallelo, che assicurano al movimento della Legacy Machine Split Escapement una riserva di carica di 72 ore.

Bastano queste informazioni per comprendere la complessità della “macchina” sviluppata da Stephen McDonnell per MB&F: un movimento meccanico a carica manuale formato da 314 componenti, con il suo bilanciere di 14 millimetri creato su misura e sospeso sopra il quadrante, e soprattutto con il citato scappamento diviso, vera e propria acrobazia tecnica perfettamente nello spirito del laboratorio concettuale di Maximilian Büsser.

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