di Cesare Ruotolo

Tutti gli orologi Montblanc rendono omaggio alla straordinaria tradizione della manifattura minerva: non fanno eccezione i nuovi 1858 Automatic 24h e 1858 Monopusher Chronograph Limited Edition 1858.

Come ben sappiamo, la storia illustre di Montblanc si sviluppa intorno ai suoi rinomati strumenti di scrittura: bisognerà attendere il 1997, a 91 anni dalla fondazione, perché venga inaugurato il suo dipartimento orologiero. Un dipartimento che assume da subito una certa autorevolezza e dal 2007 viene impreziosito con l’acquisizione di Minerva, gloriosa Manifattura fondata nel 1858 e dal 1916 specializzata in cronografi precisi al centesimo di secondo. Oggi, il dipartimento si divide tra Le Locle, dove vengono assemblati gli orologi e dove ha sede legale la stessa Montblanc, e Villeret, dove vengono invece progettati e sviluppati i movimenti negli originari stabilimenti Minerva. E a proposito di quest’ultima, si è reso ben presto necessario da parte di Montblanc avviare un processo di reinterpretazione della sua preziosa eredità, filtrata attraverso i più rigorosi standard contemporanei: tutti gli orologi vengono infatti sottoposti alle severe procedure di collaudo del Laboratory Test 500 situato a Le Locle, consistenti in 500 ore di controlli sia in condizioni normali che portate all’estremo.
La rivisitazione estetica e tecnica dei più significativi modelli Minerva è dunque alla base di tutte le collezioni nonché dei nuovi 1858 Automatic 24H e 1858 Monopusher Chronograph Limited Edition 1858: e per quanto riguarda il cronografo, la cifra ripetuta esprime il numero di esemplari in serie limitata. Il riferimento, per entrambi, sono i segnatempo prodotti tra il 1920 e il 1930, orologi da tasca e cronografi destinati per lo più a un uso militare e professionale riproposti ora con soluzioni originali. La collezione 1858, in particolare, rimanda infatti al cosiddetto “Spirit of Mountain Exploration” che rievoca l’epoca d’oro delle esplorazioni ad alta quota e traduce lo stile del passato in un appeal contemporaneo all’insegna dell’avventura e del ritorno alla natura tipici della nostra epoca. A tale vocazione – esplicitata anche sul fondello “chiuso” di entrambi i modelli con l’incisione “Spirit of Mountain Exploration”, per l’appunto – fa riscontro una cassa solida e robusta, in modo da garantire l’affidabilità dei segnatempo in ogni condizione; per quanto riguarda poi nello specifico alcuni degli orologi presentati in queste pagine, l’impiego di una speciale lega in bronzo – e dunque antimagnetica, resistente alla corrosione e in continua trasformazione estetica per via del processo di ossidazione che conferisce la caratteristica patina e rende ogni esemplare un pezzo unico – ne acuisce l’aspetto rétro, accentuato anche dai dettagli vintage beige dei quadranti, con fondo in contrasto per migliorarne la leggibilità. Tra questi dettagli, in particolare evidenza risultano i grandi numeri arabi in SuperLumiNova® e il logo del 1930 la cui grafia originale prevede al centro la silhouette del Monte Bianco. Tornando alle casse, garantite impermeabili fino a 10 atmosfere di pressione, la finitura satinata prevede una smussatura lucida sul profilo delle anse a sottolinearne la forma snella e arcuata, mentre la tipica corona cannelée, con monopulsante coassiale con funzione start/stop/reset nel caso del cronografo, è personalizzata con il logo della Maison che sembra una stella ma in realtà simboleggia la cima innevata del Monte Bianco. E concludiamo le caratteristiche comuni ai due orologi ricordando il vetro ricurvo del quadrante, un cristallo zaffiro di tipo “glass-box”, e i cinturini NA TO, prodotti da una Manifattura francese di tessuti che può vantare 150 anni di attività: grazie a un tale know-how artigianale, oltre che raffinati sono anche resistenti ed estremamente confortevoli sul polso …

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