Con la referenza 5740/1g Patek Philippe scrive una nuova e affascinante pagina nella storia di uno dei suoi orologi più conosciuti, icona di uno stile sportivo ed elegante che dalla metà degli anni settanta ha attraversato oltre quarant’anni di storia dell’orologeria senza mai tradire lo spirito originale con il quale aveva affiancato le collezioni classiche della manifattura ginevrina. Parliamo del Nautilus Calendario Perpetuo, che per la prima volta introduce una grande complicazione all’interno della famiglia Nautilus.

La storia del Nautilus inizia nel 1976. Da allora questo modello dal design inedito, la cui cassa si ispirava alla forma di un oblò, ha sempre occupato un posto speciale all’interno della collezione Patek Philippe, definendo un’immagine ben precisa di eleganza sportiva. Realizzato in acciaio e impermeabile fino a 120 metri, all’inizio rappresentò uno slancio innovativo molto forte, non solo all’interno dei confini sostanzialmente classici della produzione Patek Philippe ma per l’orologeria in generale; non è un caso che la sua nascita sia legata alla collaborazione della Maison con Gérald Genta, il grande designer che con la sua creatività e uno stile decisamente anticonformista ha dato un’impronta nuova e originale all’orologeria della seconda metà del Novecento. Il modello del ’76 rimase in collezione fino al 1990, ma contemporaneamente la “famiglia” Nautilus si allargava esplorando nuovi materiali, nuove misure di cassa e quadranti di foggia diversa; momenti centrali di questa evoluzione furono la creazione del Ladies’ Nautilus, nel 1980, seguita a distanza di un anno dai modelli con cassa di misura media; nel 1996 fu la volta del primo Nautilus con cinturino in pelle, quasi un’anteprima dell’importante lancio, avvenuto nel 1997, della collezione Aquanaut, che con la Nautilus condivide lo spirito sportivo, oltre a evidenti elementi del design. Ormai totalmente consolidata come espressione di uno stile sportivo-elegante all’interno della produzione Patek Philippe, nel 1998 la collezione proponeva, per la prima volta in oltre 20 anni, il primo modello con una complicazione aggiuntiva rispetto alla data: era la referenza 3710/1, con indicazione della riserva di carica; sulla scia di questa novità, si arriva al 2005- 2006, quando l’idea del Nautilus complicato diventa una realtà piuttosto interessante: nel 2005 fu infatti lanciata la referenza 3712/1, con indicazione della riserva di carica e delle fasi lunari, seguita nel 2006 dalla referenza 5980/1, importantissimo cronografo flyback nonché modello commemorativo dei 30 anni della collezione. Di Nautilus complicati si è tornati a parlare nel 2010 con il Nautilus Calendario Annuale, referenza 5726A, e di nuovo nel 2014, con il Nautilus Travel Time Chronograph, referenza 5990/1.
Il tema delle complicazioni non ha toccato in senso proprio la collezione del 40° anniversario, lanciata nel 2016, se si esclude l’edizione limitata del Nautilus Chronograph referenza 5976/1G, chiaramente ispirato al modello del 2006. La novità più importante, in tal senso, è arrivata invece quest’anno, con il lancio del Nautilus Calendario Perpetuo: un orologio che segna un traguardo molto importante nel delineare un “assortimento” tecnico di primissimo piano per questa collezione, ormai decisamente proiettata verso il suo mezzo secolo di vita e, come tale, testimone e protagonista al tempo stesso della straordinaria evoluzione dell’orologeria tra il ventesimo e il ventunesimo secolo. In quanto traguardo di una lunga evoluzione tecnica, il Nautilus Calendario Perpetuo presenta, come vedremo, citazioni importanti dei momenti più significativi della storia che l’ha preceduto, laddove il termine “citazione” intende sottolineare esattamente la continuità narrativa della storia del Nautilus all’interno del più ampio capitolo della storia di Patek Philippe. La prima di tali citazioni riguarda l’uso dello storico calibro 240 Q, evoluzione “complicata” dell’iconico calibro 240, anch’esso giunto oltre la soglia dei quaranta anni! Il celebre movimento ultrapiatto automatico di Patek Philippe fu infatti lanciato nella sua versione base nel 1977 e da allora ha conosciuto non solo una straordinaria fortuna, equipaggiando alcuni dei più celebri orologi di Patek Philippe, ma anche una costante evoluzione per essere al passo con gli sviluppi della tecnica e offrire funzioni aggiuntive, mantenendo costanti le caratteristiche di affidabilità, precisione ed eleganza.
La seconda citazione ha invece a che fare con l’estetica dell’orologio. Possiamo infatti individuarla nell’originale blu soleil del quadrante, identico a quello già utilizzato negli esemplari del 40° anniversario del Nautilus, nel 2016, a sua volta ispirato all’originario legame della collezione con il mare, legame espresso in maniera emblematica attraverso la forma della cassa e ribadito persino nella scelta del suo nome. Siamo dunque di fronte a un link che raccoglie i momenti salienti della storia di questo orologio, in una narrazione che parte da un’idea geniale diventata realtà 42 anni fa, fino alla sua espressione più complicata, rappresentata dal Nautilus Calendario Perpetuo. L’orologio è contrassegnato dal numero di referenza 5740/1G-001; è realizzato in oro bianco, un materiale che si lascia apprezzare per la sua eleganza discreta e raffinata, amplificata dalla cura delle finiture, da sempre uno dei fiori all’occhiello della produzione Patek Philippe. Tra queste ultime spicca la satinatura verticale della lunetta, elegantemente contrastata dalla lucidatura dei bordi. Ma a definire il carattere dell’orologio è principalmente lo spessore della cassa, che misura solo 8,42 millimetri, conferendo al nuovo Nautilus il primato del calendario perpetuo più sottile delle collezioni Patek Philippe. Questo dato ci riporta immediatamente al calibro 240 Q, con il suo diametro di 27,5 millimetri e lo spessore di 3,88 millimetri – questo valore rappresenta la somma dell’altezza del movimento di base, che misura 2,53 millimetri, e quella del sottilissimo modulo del calendario, di 1,35 millimetri -, 275 componenti tra i quali 27 rubini. Si tratta di un movimento meccanico a carica automatica con minirotore in oro 22 carati, sistema di ricarica unidirezionale, bilanciere Gyromax®, spirale Spiromax® in Silinvar, 21.600 alternanze orarie, riserva di carica di 38-48 ore. Decorato ad arte dagli esperti artigiani della Manifattura di Plan-les- Ouates, tale movimento è visibile attraverso il vetro zaffiro del fondello.
Sul quadrante le indicazioni del calendario perpetuo sono di chiara e facile consultazione. Il quadrantino più grande, in corrispondenza delle ore 6, è riservato all’indicazione abbinata della data e delle fasi della luna, indicazione particolarmente precisa, con uno scarto di un solo giorno in 122 anni; a ore 3 trovano posto le indicazioni del mese e del ciclo degli anni bisestili mentre a ore 9 insieme al giorno della settimana è riportata l’indicazione 24 ore, particolarmente utile durante la regolazione del calendario. Proprio in tema di regolazioni, va sottolineato come la particolare architettura della cassa Nautilus abbia creato la necessità di rivedere la posizione dei correttori del calendario perpetuo attraverso un particolare sistema di rinvii; tali correttori sono posizionati a ore 9 – giorno -, tra le 11 e le 12 – data -, tra le 12 e l’1 – mese -, a ore 6 – luna -, facilmente utilizzabili con un apposito stilo in legno d’ebano e oro bianco in dotazione con l’orologio. Contribuisce alla leggibilità del quadrante il rivestimento in SuperLuminova® delle lancette e degli indici delle ore, tutti realizzati in oro bianco 18 carati; le piccole lancette del calendario perpetuo sono anch’esse in oro, con laccatura bianca finale. Come per tutti i quadranti Nautilus, il motivo orizzontale in rilievo costituisce uno degli elementi di spicco dell’identità stilistica della collezione.
Il Nautilus Calendario Perpetuo ha una cassa di 40 millimetri di diametro – larghezza ore 10-ore 4 – con corona a vite e impermeabile fino a 6 atmosfere di pressione. E’ corredato di bracciale in oro bianco sul quale, come sulla cassa, si alternano superfici lucide e satinate; apparentemente identico a quello dei modelli precedenti, in realtà tale bracciale è stato migliorato con un nuovo fermaglio déployante messo a punto nei laboratori Patek Philippe: il sistema, brevettato, prevede quattro punti di attacco indipendenti che offrono maggiore sicurezza durante l’apertura e la chiusura, evitando aperture accidentali. Un orologio, insomma, che, mentre porta la collezione Nautilus all’interno del regno delle grandi complicazioni, non dimentica il comfort d’uso quotidiano puntando direttamente sulla qualità e sull’ottimizzazione di ciascun elemento.
 
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