Protagonista indiscusso dell’universo Omega fin dallo scorso anno, quando con un certo orgoglio da parte dei vertici della Casa di Biel/Bienne è stato presentato come il “primo” di una lunga serie di modelli dotati di certificazione Master Chronometer – l’obiettivo è certificare la maggior parte dei segnatempo meccanici entro il 2020 con il nuovo standard di eccellenza sviluppato nel 2014 insieme all’Istituto Federale Svizzero di Metrologia, METAS, atto a garantire che un orologio testato COSC sia in grado di resistere anche a campi magnetici pari a 15.000 gauss -, il Constellation Globemaster edizione 2016 si presenta in una nuova versione con Calendario Annuale e diametro aumentato a 41 millimetri rispetto ai 39 millimetri dell’esemplare del 2015.

Quattro i modelli disponibili, impreziositi da tonalità cromatiche e riflessi particolari.

Il più prezioso ha cassa in oro Sedna™, un’esclusiva lega brevettata presentata nel 2013 e formata da oro rosa 18 carati – con percentuale minima del 75% -, rame e palladio e contraddistinta da una luminosità particolare e un colore intenso che resiste nel tempo mentre la denominazione chiama in causa un “oggetto transnettuniano” la cui superficie appare tra le più rosse del sistema solare ma anche tra le più fredde e distanti e che quindi ha preso il nome dalla dea che secondo la tradizione Inuit abita il fondo del Mar Glaciale Artico…
Tonalità cromatiche tra il nero, il grigio e il blu per il quadrante satinato soleil, con dettagli in oro Sedna™, e il cinturino in pelle con fibbia déployante abbinata al metallo della cassa.

Contrasti netti per il modello bi-color con cassa in acciaio e lunetta e corona in oro Sedna™ accostate a un quadrante satinato soleil tra il grigio e il marrone con dettagli in oro Sedna™ e a un cinturino marrone testa di moro con fibbia pieghevole in acciaio.

Lievi differenze tra i due modelli in acciaio con lunetta in “metallo duro” antigraffio, ovvero in carburo di tungsteno, con i quadranti che mostrano due tonalità diverse di grigio: uno è più scuro, con trattamento satiné soleil e dettagli blu, l’altro più chiaro, con finitura opalina argentata e dettagli neri; cinturino blu quasi nero per il primo e marrone con tonalità tabacco per il secondo, entrambi con chiusura pieghevole in acciaio.

Per tutti e quattro non cambia il design generale che prende ispirazione dai Constellation degli anni ‘50-‘60 e si focalizza sul quadrante “pie pan” – ovvero con fascia perimetrale sagomata in 12 lati a ricordare in qualche modo il bordo di una “teglia da torta” lanciato per la prima volta su un modello del 1952 – e sulla lunetta zigrinata, o meglio fittamente scanalata: due elementi che in passato hanno caratterizzato i più celebrati modelli della collezione ma che non sono l’unico richiamo alla storia ultracentenaria di Omega – 1848 l’anno di fondazione, a La Chaux-de-Fonds -.

Al centro del fondello in zaffiro di ogni Constellation Globemaster, infatti, si trova un medaglione che raffigura la cupola di un osservatorio astronomico immersa in un cielo stellato: 8 stelle che se da un lato simboleggiano i più importanti record di precisione cronometrica stabiliti da Omega tra il 1940 e il 1950, dall’altro rappresentano anche gli 8 test METAS che l’orologio ha dovuto superare per ottenere la certificazione.

Ma torniamo al quadrante “pie pan” e alla sua conformazione particolare, perfettamente idonea alla nuova complicazione del Calendario Annuale: sagomata, abbiamo detto, in 12 lati, la fascia perimetrale conta tante piccole sfaccettature quanti sono i mesi che compongono un anno, ognuna ben definita e delimitata rispetto alle altre dai grandi indici applicati, rettangolari e luminescenti; riempirle con i nomi dei mesi è stata la soluzione migliore mentre una filiforme lancetta centrale, in oro Sedna™ o dipinta di blu secondo le varianti, li indica procedendo con salto istantaneo.

Completa il Calendario Annuale la finestrella del datario al 6 mentre il sobrio e ordinato design del quadrante prevede anche, oltre alle lancette a bastone di ore e minuti lucide, sfaccettate e trattate con SuperLuminova e alla lunga lancetta ad ago dei secondi, le scritte sotto il 12 relative alla collezione e al modello, precedute dal logo e dalla firma della Casa applicati, e quelle sopra il 6, seguite dalla tipica stellina in rilievo che identifica la collezione Constellation, attinenti al movimento.

Per quanto riguarda quest’ultimo, si tratta del calibro OMEGA Co-Axial Master Chronometer 8922/8923 – la differenza riguarda essenzialmente il rotore bidirezionale e il ponte del bilanciere che nel calibro 8923, riservato al modello in metallo nobile, sono in oro -, un movimento automatico con scappamento coassiale, che riduce gli attriti fra i componenti, richiede una lubrificazione minima, assicura maggiore precisione e durata nel tempo ed è stato concepito dall’orologiaio britannico George Daniels negli anni ‘70 e adottato a partire dal 1999 su tutti i modelli Omega.

Fra le altre caratteristiche del nuovo movimento abbiamo 39 rubini, bilanciere a spirale libera – in silicio “Si14” – che vibra a una frequenza di 3,5 Hz pari a 25.200 alternanze orarie, due bariletti montati in serie che forniscono un’autonomia di marcia fino a 55 ore, dispositivo antiurto NIVACHOC e componenti rifiniti a onde di Ginevra arabescate mentre le viti, i bariletti e la corona del bilanciere sono anneriti.

Alquanto lineare la costruzione della cassa rotonda impermeabile fino a 100 metri che, come abbiamo detto, misura 41 millimetri di diametro per 14,71 millimetri di spessore; la finitura per ogni tipo di metallo è satinata con profili bisellati lucidi sui contorni della carrure che prosegue senza soluzione di continuità nelle anse piuttosto corte e convergenti che danno all’orologio un’apparenza vagamente tonneau.

Lucida la lunetta, con fronte inciso a righe verticali, che cinge il cristallo zaffiro bombato antigraffio e antiurto con trattamento antiriflesso su entrambi i lati; lucide anche la corona, scanalata e personalizzata con il logo Omega in rilievo, e le quattro viti – la cui testa bombata emerge dagli occhielli sporgenti – che assicurano il fondello, con bordo con densa finitura satinata circolare sul quale sono incisi il nome della collezione e del modello, al retro della cassa, sempre satinato con contorni smussati lucidi.

Al centro, il tipico oblò in cristallo zaffiro antigraffio che mette a vista il movimento… ma non troppo a causa della grande massa oscillante a ventaglio che rotea sopra gli ingranaggi e dell’imponente medaglione centrale, in oro Sedna™ nel modello più prezioso, che personalizza tutti i modelli della collezione.