Con il nuovo orologio in edizione limitata realizzato da Oris a sostegno del grande specchio d’acqua siberiano dei record: profondo, antichissimo, spettacolare e indispensabile per il pianeta.

Si trova in Siberia e, con un’età che varia dai 25 ai 30 milioni di anni, il lago Baikal, chiamato anche Dalai-Nor, mare sacro, è uno tra i più antichi, più estesi e profondi bacini di acqua dolce al mondo. Dichiarato nel 1996 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, questo grande lago, che riceve le sue acque da circa 330 immissari ed è circondato da monti, boschi, foreste di conifere e distese di sabbia comprese nel Parco Nazionale Zabaikalski, offre uno spettacolo naturale davvero incredibile, capace di attirare ogni anno migliaia di turisti. Ma non è solo la sua bellezza a rendere il bacino russo così speciale: la sua unicità sta nell’ospitare migliaia di specie di piante e di animali endemici, ma, soprattutto, nel detenere il 20% delle riserve di acqua e oltre il 50% dell’acqua dolce liquida potabile del nostro Pianeta. In pratica, è come se fosse una fabbrica insostituibile di riproduzione dell’acqua che beviamo tutti i giorni.
Fin qui tutto bene, se non fosse che quest’oasi naturale, che fa parte delle “7 meraviglie della Russia”, non fosse seriamente minacciata dall’inquinamento provocato dall’uomo. Il problema non rischia solamente di compromettere la bellezza e la purezza delle sue acque cristalline, ma riguarda l’intera umanità, considerando il fatto che attualmente circa 785 milioni di persone non hanno ancora disponibilità di acqua potabile, come afferma un recente rapporto congiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’UNICEF.
Ma che cosa c’entra tutto questo con l’orologeria? La risposta sta nell’importante iniziativa messa in campo da Oris, la Casa orologiera svizzera da tempo impegnata nella salvaguardia dell’ambiente, con il lancio, in collaborazione con la Fondazione Lago Baikal, di un modello subacqueo, il Lake Baikal Limited Edition, le cui vendite contribuiranno a sostenere Point No.1, un progetto di conservazione del bacino gestito dall’Istituto di ricerca scientifica di biologia dell’Università statale di Irkutsk. Tale centro, fondato dal professor Mikhail Kozhov nel 1945, da ben 75 anni monitora le acque del lago, con studi condotti da un team di sette scienziati che raccolgono dei campioni di acqua in estate e di ghiaccio in inverno per analizzarli in laboratorio al fine di controllarne la temperatura e la trasparenza e di identificare zooplancton e fitoplancton, indici dello stato di salute del lago. Pioniere nel campo della ricerca ambientalistica, il centro da molto tempo ha individuato alcune problematiche che riguardano il Pianeta, tra cui cambiamenti climatici globali capaci di influenzare anche le acque del lago, la cui temperatura è aumentata di un grado Celsius negli ultimi 70 anni. Il punto è che, per evitare che il bacino sia minacciato dallo stato di inquinamento degli affluenti, dall’atmosfera e dall’impatto del turismo, bisogna agire tempestivamente con delle misure pratiche volte a evitare un ulteriore peggioramento della situazione; da qui la…

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