La grande collezione di orologi con calendario di Patek Philippe è stata arricchita quest’anno con il Calatrava settimanale: un orologio innovativo dal punto di vista tecnico, con alcune note vintage che si rifanno alla grande tradizione della manifattura di Plan-Les-Ouates.

Una complicazione – piccola, ma molto particolare e anche piuttosto rara – quella che contraddistingue il Patek Philippe Calatrava Calendario settimanale, uno dei mo- delli più ammirati a Baselworld 2019. Difficile infatti, se si fa eccezione per qualche calendario o almanacco da appendere al muro o da scrivania, trovare, soprattutto in un orologio, accanto alla data, ai giorni e ai mesi anche l’indicazione del numero della settimana in corso. Ma è proprio questo che il nuovo Patek fa, connotandosi così tra i più singolari modelli oggi disponibili. Non si tratta, però, di un record assoluto: infatti, senza scomodarsi a cercare qualche sparuto segnatempo da muro, da appoggio o da tasca realizzato nel tempo che fu, va segnalato che sono disponibili attualmente altri due modelli da polso con tale complicazione. Uno, molto economico e da poco arrivato sul mercato, è marcato Audi; l’altro, di alta gamma, è il Glashütte Original Senator presentato nel 2015. Ma le differenze sono notevoli, infatti mentre l’Audi ha sì l’indicazione tramite lancetta centrale, ma è mosso da un movimento al quarzo, il Senator è anch’esso meccanico e automatico, ma il numero della settimana è visualizzato digitalmente in una finestrella.
Con la cassa d’acciaio del diametro di 40 mm e spessa 11,18, il nuovo Calatrava è identificato con la referenza 5212A e prima di addentrarci nella parte tecnica vale la pena di considerare attentamente il quadrante. Questo è di colore opalino argenté e reca quattro fasce concentriche che si sviluppano dall’esterno verso il centro e sulle quali sono riportati, ri- spettivamente, il nome del mese; il numero della settimana; l’indicazione di ora e minuti e, infine, quella con il nome dei giorni della settimana. Anche la grafica è particolare, perché non si tratta di caratteri tipografici, cioè di font già esistenti, ma è stata realiz- zata basandosi sulla grafia – dato il risultato si potrebbe dire della bella calligrafia – di uno dei progettisti della Maison che ha disegnato caratteri e numeri a mano uno per uno. Sulle quattro fasce operano ben 5 lancette, tutte imperniate su un unico asse: probabilmente un record non trat- tandosi di un orologio supercomplicato. Quelle di ore e minuti sono di stile dau- phine e realizzate in oro bianco brunito al pari degli indici prismatici, mentre le due lancette caratterizzate dal contrappeso a martello di colore rosso sono in acciaio e indicano il nome del giorno e la settimana corrente. Il vetro zaffiro, con leggero rilievo e che insieme con il colore del quadrante suscita un effetto vintage, è antiriflesso e fa pendant con quello del fondello chiuso a pressione.
La cassa, dicevamo, è in acciaio stampata a freddo e poi lucidata a mano attraverso …

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