Dietro il cronografo con calendario perpetuo referenza 5270 non c’è soltanto l’importante percorso tecnico e stilistico di Patek Philippe ma anche uno straordinario capitolo di storia dell’orologeria iniziato all’interno della manifattura negli anni quaranta e giunto recentemente alla sua più compiuta visione contemporanea.

Il cronografo con calendario perpetuo è un classico assoluto di Patek
Philippe. Lo è da quasi 80 anni ed esattamente dal 1941, l’anno in cui entrò in produzione la referenza 1518, con la quale esordiva un modello di visualizzazione delle numerose funzioni da riunire nello spazio ridotto del quadrante – all’epoca decisamente più piccolo rispetto a oggi considerando che un orologio da uomo di questa tipologia misurava 35 millimetri di diametro – che è rimasto sostanzialmente invariato nel tempo: due contatori cronografici a ore 3 e a ore 9, le fasi della luna e la data in un quadrantino a ore 6, due aperture al di sotto delle ore 12 per il giorno della settimana e per il mese, la scala tachimetrica lungo la circonferenza. La referenza 1518 rimase in produzione per poco più di un decennio e fu poi di fatto sostituita dalla referenza 2499, autentico gioiello della collezione Patek Philippe per oltre 30 anni, a sua volta in produzione dal 1950 fino al 1985. Entrambi gli orologi vantano una presenza molto importante nel collezionismo ed entrambi figurano tra i record del mondo stabiliti da Patek Philippe con i suoi modelli a grande complicazione nelle principali vendite all’asta: un rarissimo esemplare in acciaio della referenza 1518, per esempio, è stato venduto nel novembre del 2016 da Phillips per 11 milioni di franchi svizzeri; apprezzatissima anche la referenza 2499, di cui possiamo ricordare ben due quotazioni per oltre 3 milioni di franchi attribuite nel 2002 a due esemplari in oro rosa.
Questo salto nel passato e nel collezionismo ci introduce nell’attuale referenza 5270 della Manifattura di Plan- les-Ouates. Versione contemporanea dell’abbinamento tra calendario perpetuo e cronografo, la referenza 5270 è stata lanciata nel 2011, a seguito della presentazione del primo movimento cronografico sviluppato in-house. Inizialmente fu proposta in oro bianco, quindi in oro rosa nel 2015; novità di quest’anno le due versioni fotografate in queste pagine, ovvero la versione in oro rosa con bracciale e un’inedita versione in platino. Il cuore meccanico dell’orologio è quello messo a punto nel 2011, ovvero il calibro CH 29-535 PS Q, che integra il citato calibro cronografico di manifattura con ruota a colonne e innesto orizzontale, la cui portata innovativa è testimoniata da ben 6 brevetti, con un meccanismo di calendario perpetuo di 1,65 millimetri di spessore che all’epoca ha richiesto circa due anni di sviluppo tecnico proprio per essere perfettamente integrato con il meccanismo cronografico. Il risultato finale è un movimento meccanico a carica manuale formato da 456 componenti – di cui 182 per il meccanismo del calendario perpetuo -, delle dimensioni di 32 millimetri di diametro e 7 millimetri di spessore, con bilanciere Gyromax che lavora a 28.800 alternanze/ora e circa 65 ore di riserva di carica – con cronografo non innescato -. Una “macchina” particolarmente complessa, dalla quale dipendono le numerose funzioni relative al cronografo e al calendario perpetuo, tutte visualizzate sul quadrante secondo lo schema che citavamo all’inizio a proposito della referenza 1518 del 1941: al centro del quadrante sono fissate le due lancette di ore e minuti e la lancetta dei secondi cronografici, la trotteuse; leggermente ribassati rispetto all’asse tra ore 3 e ore 9 troviamo il contatore istantaneo dei 30 minuti del cronografo e quello dei piccoli secondi; in corrispondenza delle ore 6 vengono visualizzate le fasi lunari e la data; al di sotto delle ore 12 si aprono le due finestrelle con l’indicazione del giorno della settimana e del mese mentre alla periferia del quadrante è riportata la scala tachimetrica. A queste indicazioni comuni con quelle dell’illustre predecessore degli anni ‘40 se ne aggiungono due, tipiche dei moderni calendari perpetui: tra le 7 e le 8 l’indicazione giorno/notte e tra le 4 e le 5 il ciclo degli anni bisestili. Quest’ultima indicazione ci ricorda la specificità di un calendario perpetuo rispetto a un semplice calendario completo o a un calendario annuale, altro fiore all’occhiello dei laboratori Patek Philippe, ossia la sua capacità di distinguere autonomamente la diversa durata dei mesi e di tenere conto del ciclo degli anni bisestili; i correttori posizionati tra le anse e sulla carrure, per il cui azionamento viene fornito un apposito stiletto, servono dunque solo nel caso in cui l’orologio sia rimasto privo di carica per un certo periodo; in caso contrario, al suo possessore è assicurato un calendario sempre aggiornato e preciso. La precisione è inoltre una prerogativa delle fasi lunari, il cui scarto rispetto al ciclo lunare effettivo è di un giorno ogni 122 anni. Come accennavamo sopra, le nuove versioni del Cronografo con calendario perpetuo referenza 5270 sono due. La prima è una raffinata versione in platino con quadrante dorato opalino, indici e numeri arabi applicati in oro brunito; come tutti i modelli in platino della Manifattura presenta un piccolo diamante incastonato tra le anse in corrispondenza delle ore 6, una sorta di firma segreta che rimanda alla sua esclusività, ed è completato da un cinturino in alligatore a squama quadrata di colore bruno cioccolato lucido, cucito a mano e chiuso da una fibbia déployante in platino. L’altra versione è in oro rosa e, diversamente dal modello del 2015, si presenta con un bracciale integrato in oro formato da cinque file di maglie perfettamente lucidate ed è chiuso da una fibbia déployante; le maglie di attacco integrano i correttori del calendario perpetuo, che in tal modo risultano di assoluta discrezione. Per la nuova versione in oro rosa del suo Cronografo con calendario perpetuo, Patek Philippe ha scelto un quadrante nero ebano con finitura soleil sul quale spiccano lancette e indici delle ore in oro rosa. Comuni ai due orologi, che rappresentano le uniche versioni attualmente disponibili della referenza 5270, le caratteristiche della cassa, sia relativamente alle dimensioni – 41 millimetri di diametro e 12,4 millimetri di spessore – sia per ciò che riguarda l’impermeabilità, garantita fino a 3 atmosfere di pressione. A entrambi i prestigiosi segnatempo Patek Philippe ha infine applicato il suo consueto doppio fondello: uno in cristallo di zaffiro che permette di osservare il movimento e un fondo-cassa pieno intercambiabile.
 
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