Appena un anno fa si celebrava il 20° anniversario dell’Aquanaut, l’orologio sportivo per eccellenza di Patek Philippe, che dal 1997 ha affiancato il Nautilus creando, di fatto, due proposte assolutamente complementari nel settore dell’orologeria sportiva di alta gamma della Maison ginevrina: da una parte l’eleganza esclusiva di un orologio dal design unico, espressione della forte spinta innovativa e della ridefinizione di orologio di lusso propria degli anni Settanta; dall’altra una proposta più giovanile, ottenuta attraverso una semplificazione dell’architettura della cassa e sostituzione del complesso bracciale in acciaio del Nautilus con un cinturino in materiale composito, altrettanto resistente ma più semplice da realizzare.

Proposte complementari tra di loro e con il resto della collezione Patek Philippe, notoriamente focalizzata su modelli di alto prestigio tecnico, in massima parte realizzati in metalli preziosi.

Un terreno d’incontro privilegiato tra questi due mondi è rappresentato infatti dalle complicazioni, da sempre una specialità di Patek Philippe e anche uno dei motivi di maggiore attrattiva per appassionati e collezionisti: sembrerebbe dimostrarlo con chiarezza la collezione lanciata a Baselworld 2018, che ha introdotto per la prima volta un modello con calendario perpetuo tra i Nautilus e un cronografo tra gli Aquanaut.

E’ su quest’ultima novità che puntiamo la nostra attenzione, nella convinzione che, se si parla di orologi di vocazione sportiva, la complicazione cronografica rappresenta una sorta di quadratura del cerchio.

Ben venga dunque il nuovo cronografo, che va ad affiancare l’altra complicazione già presente nella collezione, ovvero l’Aquanaut Travel Time referenza 5164. L’orologio è dotato del noto calibro CH 28-520 C, movimento meccanico a carica automatica con funzione flyback, che abbina il classico sistema di comando con ruota a colonne con la moderna frizione verticale a dischi; quest’ultima elimina il rischio di salto della lancetta quando si innesca il cronografo e anche l’usura dei componenti interessati, permettendo di utilizzare la lancetta centrale del cronografo come lancetta dei secondi e quindi di sostituire il quadrantino dei secondi continui che normalmente compare sul quadrante di questa tipologia di orologi.

Grazie alla funzione flyback, nel caso in cui si voglia avviare un cronometraggio quando la lancetta dei secondi è già in marcia, basta premere il pulsante a ore 4 senza passare per la fase preliminare di azzeramento; lo stesso avviene per il passaggio dal cronometraggio alla semplice visualizzazione dei secondi, con la possibilità di regolare questi ultimi rispetto a un segnale orario, quindi con assoluta precisione, esattamente come avviene mediante la funzione “stop secondi”.

Relativamente al calibro CH 28-520 C, decisamente pratico nella sua funzionalità, possiamo aggiungere che è una “macchina” di 308 componenti, con 30 millimetri di diametro e 6,63 millimetri di spessore, dotato di bilanciere Gyromax® e di spirale Spiromax® in Silinvar®, con 28.800 alternanze orarie, rotore centrale in oro a 21 carati con carica unidirezionale, una riserva di carica compresa tra le 45 e le 55 ore.

L’estetica del cronografo è ben integrata al consueto design Aquanaut, sia relativamente alla cassa, con i due pulsanti posizionati sul lato destro della carrure, ai lati delle spallette di protezione della corona, sia in relazione al quadrante, dove le sole “aggiunte” rispetto ai modelli base con data e secondi centrali sono costituite dal contatore dei 60 minuti e dal colore.

Il primo rappresenta, anche esteticamente, un bel richiamo alla forma ottagonale con angoli generosamente smussati della lunetta; il colore arancio è invece utilizzato per evidenziare le funzioni cronografiche nel citato contatore, nello chemin de fer alla periferia del quadrante, dove indica i quarti di secondo, e nella lancetta centrale dei secondi.

Ottima la leggibilità, che si avvale inoltre di cifre arabe, indici e grandi lancette a bastone in oro rivestiti di materiale luminescente, perfettamente in contrasto sul nero della base, con la sua consueta decorazione damier a rilievo.

L’Aquanaut Chronograph è proposto in acciaio, con un’impermeabilità di 120 metri e il fondo cassa in cristallo di zaffiro; a suo corredo il tipico cinturino in materiale composito impermeabile, resistente ai raggi ultravioletti e all’usura, anch’esso decorato a motivo damier; per la prima volta, tale cinturino è dotato di un nuovo sistema di chiusura brevettato che prevede quattro punti di attacco indipendenti, capaci di garantire una maggiore sicurezza evitando aperture accidentali di entrambe le parti.

Il colore è il nero ma l’orologio viene fornito con un cinturino supplementare color arancio che conferisce una connotazione decisamente sportiva all’insieme.

Continuiamo a parlare di colore anche in relazione all’Aquanaut Luce “Misty Blue”, protagonista al femminile delle novità Aquanaut 2018. Come è noto, l’orologio è caratterizzato fin dal suo lancio, nel 2004, dalla lunetta illuminata da una fila di diamanti, da cui deriva l’appellativo “Luce”, ed è proposto in diverse varianti in acciaio o in oro alle quali si aggiungono le versioni di alta gioielleria.

Novità della collezione 2018 è l’Aquanaut Luce in acciaio, referenza 5067A, nella nuova tonalità grigio- azzurra di quadrante e cinturino, particolarmente luminoso e decisamente raffinato, che va ad aggiungersi alle altre tre referenze 5067 in acciaio attualmente disponibili, ovvero Mysterious Black, Safari Brown e Glitter White.

Restano invariate le caratteristiche principali dell’orologio, a partire dalla forma e dalle dimensioni della cassa, garantita impermeabile fino a 120 metri di profondità grazie alla corona a vite; dal quadrante con decorazione damier con cifre, indici e lancette in oro; dal cinturino in materiale composito con fibbia déployante.

Ad animare l’Aquanaut Luce Misty Blue è un movimento al quarzo con secondi centrali e data visualizzata a ore 3. I diamanti incastonati sulla lunetta sono 46, circa 1 carato, e sono di qualità Top Wesselton Pur, in conformità con i criteri del Sigillo Patek Philippe.