In occasione del 40° anniversario del Nautilus la Manifattura di Plan les Ouates ha lanciato due modelli commemorativi in serie limitata ispirati a due momenti fondamentali della lunga e intensa storia dell’orologio, a tutt’oggi uno dei più apprezzati all’interno della collezione Patek Philippe.

Con i suoi quarant’anni appena compiuti, il Nautilus di Patek Philippe si conferma come uno degli orologi più importanti nel percorso tecnico e creativo dell’orologeria moderna: per la sua longevità, certamente, ma soprattutto per la sua capacità di interpretare, oggi come negli anni Settanta del ventesimo secolo, un carattere specifico sospeso tra sportività ed eleganza che – vale la pena di sottolineare – da allora ha conosciuto una straordinaria fortuna tra i cultori della bella orologeria.

Complici i profondi cambiamenti nello stile di vita dei potenziali acquirenti sempre più proiettati verso una nuova visione del tempo libero nella quale lo sport ha assunto via via un ruolo di primissimo piano; ma merito, in primo luogo, della lungimiranza di Henri Stern e di suo figlio Philippe – quest’ultimo appassionato di sport nautici -, che capirono che quello era il momento giusto per il lancio del primo orologio sportivo della Maison, dopo ben 137 anni di storia! Last but not least, dietro al lancio del Nautilus c’è l’incontro con la genialità di Gérald Genta, uno dei più grandi designer del ventesimo secolo, dalla cui matita l’orologio ha preso forma.

Proposto in acciaio e con volumi “importanti”, il Nautilus del 1976, noto come Referenza 3700/1A o Nautilus Jumbo, nasceva in assoluta contrapposizione con lo stile dell’epoca: nuovo nel design, con la sua forma ispirata agli oblò delle navi e le evidenti sporgenze laterali; nuovo nella costruzione, con la cassa formata da due parti anziché da tre, con un’impermeabilità pari a 120 metri; nuovo anche nella comunicazione, che lo descriveva come “Uno degli orologi in acciaio più costosi al mondo” o come “Un modello da indossare su una muta da sub come su uno smoking”! Nulla era dato per scontato, insomma, e niente, nella Referenza 3700/1A, parlava di continuità con il passato: con il senno di poi, possiamo dire che la sua destinazione era orientata unicamente verso il futuro!

Ed ecco, puntualmente, distribuiti in quaranta anni, tanti modelli e versioni diverse del Nautilus che di volta in volta ne hanno cambiato il “volto”: la Referenza 3700 è rimasta in collezione fino al 1990 ma già diversi anni prima erano stati lanciati il Nautilus da donna, Referenza 4700/51J del 1980, e i modelli con cassa di misura media, Referenze 3800/1 e 3900/1 del 1981; nel 1996 fu la volta dei modelli con cinturino in pelle, che anticipavano, di fatto, il lancio dei modelli Aquanaut dell’anno successivo; nel 1998, con la Referenza 3710/1A faceva il suo esordio in collezione il primo Nautilus complicato, con indicazione della riserva di carica, seguito nel 2005 dalla Referenza 3712/1A, con fasi della luna e riserva di carica. Ed eccoci al 2006, anno del 30° anniversario e occasione per una rivisitazione generale della collezione, i cui effetti più importanti furono una revisione del design dei modelli maschili, con il passaggio a una cassa costruita in tre parti, e il lancio del Nautilus Flyback Chronograph, Referenza 5980/1A.

Altra importante novità tecnica, nel 2010, è stato il Nautilus Annual Calendar, Referenza 5726/A seguito dalla versione con bracciale nel 2012; intanto, a partire dal 2009, anche per i modelli femminili è stato ripensato e attualizzato il design, mentre è datato 2015 il lancio del Nautilus Lady automatico, Referenza 7118/1A.

Questo excursus nelle tappe più importanti dell’evoluzione del Nautilus era necessario per entrare nel merito dei due modelli che la Manifattura di Plan les Ouates ha lanciato nell’autunno del 2016 per celebrarne il 40° anniversario: la Referenza 5711/1P con cassa in platino di 40 millimetri, che si ispira direttamente al modello d’esordio del 1976, e la Referenza 5976/1G, Nautilus Flyback Chronograph con cassa di 44 millimetri, che invece si collega all’analogo modello lanciato in occasione del 30° anniversario, nel 2006.

Visto da vicino, l’erede diretto del Nautilus “Jumbo” del 1976 – dove il soprannome derivava dalle sue dimensioni così grandi da suggerire un’analogia con il Boeing 747 Jumbo Jet, il più grande aereo passeggeri del tempo – si presenta con una cassa ancora più grande: la larghezza tra le 10 e le 4 è, infatti, di 40 millimetri ma raggiunge i 44 millimetri tra le 9 e le 3, corona inclusa. Direttamente legata all’intento celebrativo la scelta del materiale, che, come dicevamo, è caduta sul platino 950, sia per la cassa che per il bracciale, con una riuscita alternanza di elementi lucidi e satinati.

Il quadrante è in oro 18 carati, con trattamento PVD blu che degrada dai toni più chiari a quelli più scuri, “illuminato” dagli indici delle ore con diamanti baguette e dalle lancette in oro ricoperte di materiale luminescente; inconfondibile il motivo a righe orizzontali, interrotto nella parte inferiore del quadrante dalla citazione dell’anniversario, disposta su due righe: “40” e “1976-2016”. Anima l’orologio il movimento meccanico a carica automatica calibro 324 SC, con secondi centrali e data, 27 millimetri di diametro e 3,3 millimetri di spessore, bilanciere Gyromax®, spirale Spiromax®, 28.800 alternanze/ora, rotore centrale in oro a 21 carati con carica unidirezionale; decorato interamente a mano secondo i criteri previsti dal Sigillo Patek Philippe, tale movimento è visibile attraverso il vetro zaffiro del fondello. L’orologio appartiene a una serie limitata di 700 esemplari singolarmente numerati.

Ed eccoci al Nautilus Chronograph 40th Anniversary, ispirato alla Referenza 5980 del 2006 e proposto in una serie limitata di 1.300 esemplari singolarmente numerati. Anche in questo caso le dimensioni sono maggiori di quelle del modello precedente, con una larghezza sull’asse tra le 10 e le 4 di 44 millimetri, che raggiunge i 49 millimetri tra le 9 e le 3; è realizzato in oro bianco, con il tipico quadrante blu sul quale spicca, a ore 6, il monocontatore con le sue tre scale concentriche riservate alle indicazioni del cronografo: la somma delle 12 ore in quella più esterna e la somma dei minuti nelle due scale più interne – da 1 a 30 nella prima, da 31 a 60 nella seconda -.

Anche in questo caso le ore sono indicate attraverso indici in oro con diamanti baguette incastonati e lancette luminescenti; è disposta su un’unica riga l’indicazione dell’anniversario, con il “40” inserito al centro tra le due date 1976 e 2016. In questo caso il movimento adottato è il calibro cronografico CH 28-520 C, movimento meccanico a carica automatica sviluppato e realizzato in-house, di 30 millimetri di diametro e 6,63 millimetri di spessore, con rotore centrale in oro a 21 carati, ruota a colonne e sistema di innesto verticale, bilanciere Gyromax®, spirale Spiromax® in Silinvar®, 28.800 alternanze orarie, riserva di carica da 45 a 55 ore. Possiamo osservarlo attraverso il vetro zaffiro del fondello, nella sua architettura elegante, frutto di un equilibrio perfetto tra le ragioni della tecnica e quelle dell’estetica.

Entrambi i Nautilus 40th Anniversary sono garantiti impermeabili fino a 120 metri ed entrambi sono forniti in un cofanetto-anniversario in sughero come quello originale del 1976.