Patek Philippe e i calendari perpetui.
Siamo partiti da un pensiero non orologiero in senso ortodosso ma sicuramente attinente alle riflessioni sul tempo e sui diversi tentativi, da parte degli orologiai di ogni epoca, di poterlo misurare, prevedere e, in qualche modo, controllare.

Tentativi che si fanno via via più importanti quando si superano le unità di misura più piccole – il minuto, l’ora, le 24 ore – per entrare nel merito delle settimane, dei mesi, degli anni.

Presente da sempre negli orologi, il calendario è esattamente la risposta al bisogno di spingersi in un tempo più lontano; e la magia del calendario perpetuo sta proprio qui: nella possibilità di andare davvero lontano, in una proiezione che somiglia all’eternità.

Inutile dire che questa idea calza perfettamente con il concetto di orologio che passa di generazione in generazione all’interno della stessa famiglia; concetto che proprio Patek Philippe ha interpretato magistralmente in una recente e molto nota campagna pubblicitaria.

Ma è tempo di parlare di orologi in senso stretto, focalizzando la nostra attenzione proprio sulla collezione di calendari perpetui che la Maison ha lanciato nel 2016 rinnovando una “famiglia” che costituisce da sempre uno dei fiori all’occhiello della produzione Patek Philippe, dapprima con prestigiosi orologi da tasca e, a partire dal 1925, con altrettanto preziosi esemplari da polso; in entrambi i casi, il calendario perpetuo si presenta da solo oppure associato ad altre complicazioni, come nei leggendari modelli pluricomplicati di ieri e di oggi.

Partendo proprio dal complesso “cuore” meccanico che consente il controllo della durata dei mesi e degli anni bisestili senza bisogno di alcuna regolazione se l’orologio viene mantenuto regolarmente in carica – come è noto, la possibilità di “programmare” meccanicamente il calendario è possibile fino al 2100; in tale data sarà necessaria una correzione di un giorno: infatti, per un’eccezione del calendario gregoriano, il 2100 non sarà un anno bisestile -, possiamo dividere i modelli 2016 in base al movimento utilizzato: il tradizionale calibro 240 Q e il più nuovo calibro 324 S QR.

Il primo è uno dei movimenti storici di Patek Philippe, molto apprezzato oltre che per la qualità per la sua eleganza.
Si tratta di un movimento ultrapiatto a carica automatica con minirotore decentrato in oro a 22 carati, bilanciere Gyromax®, frequenza di 21.600 alternanze orarie, spirale del bilanciere Spiromax® e una riserva di carica di 38-48 ore; in cifre, è un movimento formato da 275 componenti, tra i quali 27 rubini, un diametro di 27,5 millimetri e uno spessore di 3,88 millimetri.

Le funzioni indicate sono quelle di giorno, data, mese, ciclo dell’anno bisestile, 24 ore e fasi della luna. Tale movimento è utilizzato sia per la referenza 5140 sia per la referenza 5327; come è ovvio, queste condividono una identica e classica visualizzazione delle funzioni appena descritte, con data a lancetta e fasi della luna nel quadrantino a ore 6, giorno della settimana e 24 ore nel quadrantino a ore 9, mese e ciclo degli anni bisestili nel quadrantino a ore 3.

A distinguere i due modelli sono, invece, i materiali e le dimensioni della cassa, così come le soluzioni estetiche adottate.

Il calendario perpetuo referenza 5140P è realizzato in platino, con una cassa di 37,2 millimetri di diametro e un elegante quadrante grigio antracite soleil con lancette Dauphine e indici applicati in oro: proprio il quadrante differenzia questa versione dalla precedente, che resta comunque in catalogo, con quadrante nero ebano e indici di diamanti.

Impermeabile fino a 30 metri, l’orologio è dotato di fondo cassa in cristallo di zaffiro e fondo pieno intercambiabili; lo completa un cinturino in alligatore a squama quadrata di colore nero lucido, cucito a mano, con fermaglio déployante.

Di misura più grande – 39 millimetri –, la cassa della referenza 5327 è invece proposta nei tre classici colori dell’oro: bianco, giallo e rosa. Cambia, nelle tre versioni, il colore del quadrante, disponibile in una bella tonalità di blu in abbinamento con l’oro bianco e laccato avorio in abbinamento con l’oro giallo e l’oro rosa; identica per tutti la scelta delle cifre Breguet applicate in oro e delle lancette a foglia per l’indicazione delle ore e dei minuti.

Anche per la referenza 5327 vale l’intercambiabilità del fondello in oro e di quello in vetro zaffiro così come l’uso di un elegante cinturino in alligatore a squama quadrata, con fibbia déployante, nei colori blu o marrone.

Passiamo ai modelli equipaggiati con il calibro 324 S QR: un altro movimento automatico ma caratterizzato dall’indicazione retrograda della data combinata con indicazioni a finestrella di giorno della settimana, mese e ciclo degli anni bisestili e indicazione solitaria delle fasi lunari in un quadrantino a ore 6.

In questo caso è un classico rotore centrale ad assicurare la carica del movimento, con i suoi 361 componenti, tra i quali 30 rubini, il bilanciere Gyromax®, la spirale del bilanciere Spiromax®, una frequenza di 28.800 alternanze orarie e una riserva di carica di 35-45 ore.

Quanto alle dimensioni, il calibro 324 S QR misura 28 millimetri di diametro e 5,35 millimetri di spessore.

Lo ritroviamo nella già nota referenza 5496 in oro rosa alla quale quest’anno si è affiancata un’interessante versione in platino, referenza 5496P, caratterizzata da uno spiccato contrasto tra il colore del metallo della cassa e la finitura argenté del quadrante con l’insieme degli elementi di quest’ultimo che invece sono in oro: gli indici delle ore, le lancette, le indicazioni della data, i profili delle finestrelle del calendario e del quadrantino delle fasi lunari.

Grazie a questo contrasto, il quadrante assume un carattere e un’evidenza del tutto particolari all’interno di una classica cassa di 39,5 millimetri, impermeabile fino a 30 metri, con fondello intercambiabile in platino e vetro zaffiro; correda l’orologio un cinturino in alligatore a squama quadrata, cucito a mano, bruno cioccolato lucido abbinato anch’esso ai colori del quadrante, con fibbia déployante.

Lo stesso calibro 324 S QR equipaggia la referenza 5160/500G, immediatamente riconoscibile per la sua cassa Officier in oro bianco completamente incisa a mano.

Proposta in un diametro di 38 millimetri, con fondo cassa in cristallo di zaffiro protetto da un coperchio a cerniera, anch’esso inciso a mano, tale cassa ci mostra uno dei volti più tradizionali di Patek Philippe fissato attraverso scelte estetiche che hanno avuto uno dei momenti di massima espressione nel 2014 in occasione del 175° anniversario della Maison.

Oggi come allora, affidarsi a queste scelte è un modo per rimettere al centro della produzione orologiera contemporanea alcuni dei mestieri d’arte che hanno accompagnato l’orologeria nei secoli, contribuendo al suo sviluppo e alla varietà delle sue forme stilistiche.

E poco importa se non saranno in molti a prediligere il loro volto retrò rispetto alle forme più sobrie della modernità: il dovere di una Maison come Patek Philippe sta anche in questa memoria della storia.

Come la cassa, il quadrante riflette il carattere tradizionale dell’orologio proponendosi con un analogo motivo decorativo centrale, cifre Breguet e lancette poire.

L’orologio è impermeabile fino a 30 metri e corredato di cinturino in alligatore a squama quadrata di colore nero opaco e con fibbia déployante; sulla parte visibile di quest’ultima, di forma circolare, troviamo di nuovo l’incisione ad arabeschi che caratterizza l’orologio nel suo insieme.