Foto di Patek Philippe

Tecnicamente identico al modello realizzato nel 2014 per i 175 anni dalla fondazione della Manifattura, il Grandmaster Chime Referenza 6300 abbandona l’opulenza esteriore di quell’esemplare e conquista il primato di orologio da polso più complicato della produzione corrente di Patek Philippe.

Fin dal lancio del Grandmaster Chime, top di gamma di una serie di modelli commemorativi con i quali la Manifattura ginevrina ha festeggiato nel 2014 i 175 anni dalla sua fondazione, era stato annunciato che il suo eccezionale movimento sarebbe stato impiegato per una produzione di “serie” successiva alla piccolissima serie commemorativa.

All’epoca, infatti, il Grandmaster Chime era stato prodotto in 7 esemplari – 6 dei quali destinati ad altrettanti fortunati collezionisti Patek Philippe e uno destinato al Patek Philippe Museum – e sarebbe stato davvero singolare non dare seguito a una creazione, costata anni e anni di ricerca e sviluppo, che vanta ben 20 complicazioni, tra le quali 5 funzioni acustiche, nonché una cassa double face con meccanismo di rotazione brevettato: insomma, un orologio tra i più complicati al mondo!

Ed ecco, a due anni di distanza dal primo lancio, il Grandmaster Chime Referenza 6300: in pratica, un orologio che vanta lo stesso eccezionale calibro GS AL 36-750 QIS FUS IRM ma con un habillage più sobrio e che entra a far parte della collezione corrente di Patek Philippe. Di quest’ultima, anzi, diventa l’orologio da polso più complicato, strappando il nobile primato a un altro capolavoro della Manifattura, detentore dello stesso titolo per ben 15 anni: lo Sky Moon Tourbillon Referenza 6200.

Naturalmente, quando si parla di complicazioni, e di record di complicazioni, i numeri hanno una certa importanza. Nel caso del Grandmaster Chime, e del suo calibro GS AL 36-750 QIS FUS IRM, al numero delle complicazioni si debbono affiancare almeno due considerazioni: la prima riguarda la straordinaria ampiezza delle funzioni sonore, l’altra la presenza di una serie di innovazioni brevettate che fanno di questo orologio un esempio importante nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnica in orologeria, e uno dei protagonisti storici di Patek Philippe, oggi come in passato. Tornando al calibro GS AL 36-750 QIS FUS IRM, si tratta di un movimento meccanico a carica manuale di 37 millimetri di diametro e 10,7 millimetri di spessore, con ben 1.366 componenti, tra i quali 108 rubini, 32 ponti, bilanciere Gyromax® con 25.200 alternanze orarie, pari a 3,5 Hz, spirale Spiromax® e una riserva di carica di 72 ore.

Iniziamo dalle funzioni sonore. Perfettamente nel solco della tradizione, troviamo la grande e la piccola suoneria: la prima suona le ore e i quarti “al passaggio”, ovvero automaticamente, ripetendo le ore a ogni quarto; la seconda offre le stesse indicazioni sonore ma senza ripetere le ore ai quarti. Impossibile descrivere il suono ma basta ricordare che siamo in presenza di una suoneria su tre timbri capaci di produrre eccezionali sequenze melodiche; ciò significa, per esempio, che i quarti sono indicati non da due colpi, come avviene normalmente, ma da tre colpi su tre timbri. A questo punto qualcuno si chiederà se ciò non comporti un maggior consumo di energia. La risposta è “si”, ma i tecnici Patek Philippe hanno trovato una valida soluzione: un doppio bariletto per le funzioni acustiche che assicura 30 ore di riserva di carica e consente quindi di non dover ricaricare l’orologio per un giorno intero, neppure se tutte le funzioni sonore sono state attivate.

La terza funzione acustica del Grandmaster Chime è rappresentata dalla ripetizione minuti, diversa dalla suoneria perché “su richiesta”: permette di avere un’indicazione sonora precisa dell’ora, dei quarti e dei minuti indicati dall’orologio. Infine, la quarta e la quinta funzione sonora dell’orologio sono rappresentate dalla sveglia acustica – suona l’ora preselezionata con le sequenze melodiche complete della ripetizione minuti – e dalla ripetizione della data; quest’ultima funzione, brevettata, si attiva mediante un pulsante integrato nel fianco della cassa e produce due diversi tipi di suono, uno doppio acuto-grave per le decine e l’altro acuto per le unità, permettendo così di indicare la data in modalità sonora. Tra le altre funzioni dell’orologio spicca il calendario perpetuo, al quale è riservato quasi in esclusiva il quadrante posteriore – quello che è visibile con la corona di carica sul lato sinistro della carrure -: al centro si trova l’indicazione dell’anno a 4 cifre, a ore 3 il mese, a ore 6 la data e il ciclo degli anni bisestili, a ore 9 il giorno della settimana; a ore 12, infine, il quadrantino di ore e minuti con indicazione a 24 ore.

Si tratta di un calendario perpetuo istantaneo, quindi con scatto istantaneo e sincronizzato delle diverse indicazioni, necessario affinché la ripetizione della data possa ricevere un’informazione precisa e univoca subito prima o subito dopo la mezzanotte; lo scatto simultaneo non riguarda l’anno, che invece si avvale di un meccanismo brevettato che consente di aggiornarne la visualizzazione in avanti o indietro. Ritroviamo l’indicazione della data perpetua istantanea sul quadrante principale – quello visualizzato con la corona a destra -, in un apposito quadrantino a ore 6 condiviso con l’indicazione delle fasi lunari.

Sullo stesso troviamo l’ora locale, l’ora di un secondo fuso orario con indicazione giorno-notte – indicati, rispettivamente, dalla terza lancetta centrale e in un’apposita finestrella tra l’indicatore della riserva di carica della suoneria e il quadrante 24 ore -, la riserva di carica del movimento a ore 9 e quella della suoneria a ore 3; ai due lati del quadrantino della data perpetua istantanea troviamo delle indicazioni particolarmente utili, che rappresentano due ulteriori complicazioni: a sinistra l’indicatore del tipo di suoneria – piccola suoneria, grande suoneria, silenzio -, a destra l’indicatore della posizione della corona – carica, sveglia acustica, messa all’ora. Un’attenta lettura del quadrante del Grandmaster Chime ci permette di sapere se è stata impostata o no la sveglia acustica: poiché quest’ultima viene regolata sul quadrante ausiliario a 24 ore, di quarto d’ora in quarto d’ora, l’apposito indicatore on/off a forma di campana è visibile all’interno dello stesso.

Concepiti per visualizzare le diverse e numerose funzioni dell’orologio, i due quadranti propongono anche diverse soluzioni estetiche nell’ottica di offrire, anche da questo punto di vista, il meglio del savoir-faire di Patek Philippe: il primo è un quadrante opalino nero ebano decorato a guilloché Clous de Paris al centro, con cifre Breguet e lancette in oro bianco; il secondo è un quadrante opalino bianco, con quadranti ausiliari decalcati di colore nero e lancette in acciaio brunito. A renderne possibile la fruibilità è, come accennato, il sistema di rotazione della cassa sull’asse ore 12 – ore 6, nascosto negli attacchi del cinturino e brevettato.

Tale cassa, che è formata da 214 componenti, misura 47,4 millimetri di diametro e 16,1 millimetri di spessore, è realizzata in oro bianco, con doppio vetro zaffiro; la carrure presenta una decorazione guilloché Clous de Paris e, con tutta una serie di pulsanti e indicazioni, costituisce una sorta di “guida” per poter utilizzare in maniera semplice un orologio super complicato! Riguardo alla corona, le sue posizioni sono tre: chiusa contro la cassa permette di caricare il movimento – senso orario – e la suoneria – senso antiorario -; estratta al primo scatto consente di impostare l’ora della sveglia; completamente estratta serve alla messa all’ora dell’orologio.

Correda il Grandmaster Chime un cinturino nero in alligatore con fibbia déployante in oro bianco.