Ma con lo stile, l’eleganza e la meccanica raffinata di Patek Philippe, che nel suo Pilot Alarm Travel Time ha racchiuso un autentico concentrato di savoir-faire e di innovazione tecnica, al servizio dell’estetica e della funzionalità.

Thierry Stern lo definisce “uno dei capolavori contemporanei” di Patek Philippe, nonché l’espressione più adatta a raccontare la capacità della Marca di osare e di innovare. Un doppio giudizio che può essere assolutamente condiviso, tanto più se ci si avvicina al Pilot Alam Travel Time con la volontà di scoprire, dietro al volto meno classico della Manifattura diretta dallo stesso Thierry Stern, i contenuti tecnici di un orologio che ha richiesto almeno 5 anni di ricerca e sviluppo presso gli ultraspecializzati atelier della Maison dislocati a Plan-les-Ouates, nel cantone di Ginevra. Insomma, non un Calatrava perfetto nella sua intramontabile e rassicurante classicità, ma un orologio capace di rappresentare il grande savoir-faire di Patek Philippe in uno stile volutamente diverso, esso stesso innovativo. E’ lo stile Pilot, appunto, espresso fin dal 2015 con il modello Travel Time ref. 5524, poi proposto anche nella versione femminile con la ref. 7234. Quello attuale non è solo un upgrade del modello precedente, con l’introduzione della funzione di sveglia a completare la funzionalità di un efficiente orologio per viaggiatori, ma è il risultato di una vera e propria riprogettazione dell’orologio, con un movimento totalmente nuovo che ha al suo attivo ben 4 brevetti! La ragione è semplice: anziché partire dal calibro 324 S C FUS del Pilot precedente con il collaudato meccanismo Travel Time – in uso nella collezione della Casa dal 1997 – aggiungendovi un modulo addizionale per la sveglia, i progettisti di Patek Philippe hanno preferito percorrere una strada più complessa: riprogettare un movimento completamente integrato, al fine di mantenere dimensioni ridotte e degne di un segnatempo elegante; non solo, la riprogettazione ha offerto loro la possibilità di studiare una serie di soluzioni e accorgimenti volti a garantire facilità d’uso e sicurezza nelle manipolazioni, ovvero due delle “conditio sine qua non” delle complicazioni Patek Philippe.
Ecco dunque il nuovo calibro AL 30-660 S C FUS, movimento meccanico a carica automatica con 574 componenti racchiusi in 31 millimetri di diametro e 6,6 millimetri di spessore, con 52 rubini, sistema di ricarica con rotore centrale, bilanciere Gyromax abbinato alla spirale Spiromax in Silinvar (un derivato del silicio) capace di garantire la massima affidabilità e la precisione richiesta dal Sigillo Patek Philippe, che si attesta nell’ordine di – 3/+2 secondi al giorno, 28.800 alternanze/ora, meccanismo di stop del bilanciere che permette di effettuare la messa all’ora al secondo. L’estetica impeccabile di questo movimento è a vista attraverso il fondello in vetro zaffiro, che mostra i ponti con gli spigoli smussati e lucidati e il rotore in oro a 21 carati dalla nuova sagoma stondata con decorazione a Côtes de Genève circolari. Per spiegarne le prodezze tecniche, invece, è più semplice partire dal quadrante, dove riconosciamo innanzitutto la geniale visualizzazione del doppio fuso orario mediante le due lancette centrali delle ore: una “piena” per l’ora locale e una traforata per l’ora di casa; completano queste indicazioni le due piccole aperture con indicazione giorno/notte in bianco e blu in prossimità del 9 e del 3, identificate con le scritte “local” e “home”. A ore 6 spicca il quadrantino per la data, sincronizzata sull’ora locale e quindi “aggiornata” automaticamente al passaggio della lancetta oraria principale alla mezzanotte. Altrettanto facile della lettura …

Vuoi leggere l’articolo nella versione integrale?Abbonati a Orologi.it!

ACQUISTA ONLINE LA RIVISTA