di Francesca Neri

Paul Picot presenta la terza serie degli orologi dedicati ai piloti vincitori della prima edizione della mille miglia.

La terza serie degli orologi Minoia-Morandi, attualmente disponibile nella collezione Paul Picot, è stata presentata in occasione dell’undicesima edizione del Memorial Morandi, evento organizzato dal CAMSC – Club Auto Moto Storiche Castiglionese – e riservato alle auto antecedenti il 1940. La manifestazione è stata intitolata a Giuseppe Morandi, un pilota straordinario che vinse, in coppia con Ferdinando “Nando” Minoia, la prima edizione della celebre Mille Miglia tenutasi nel lontano 1927. Questa com- petizione, ormai leggendaria, era stata ideata l’anno precedente da quattro amici, il conte Aymo Maggi, il conte Franco Mazzotti, l’ingegnere Giovanni Canestrini e il giornalista sportivo Renzo Castagneto – soprannominati, in seguito, “i quattro moschettieri della Mille Miglia” -, come risposta al fatto che il Gran Premio d’Italia era stato organizzato nell’autodromo di Monza e non a Brescia, la loro città natale. La nuova “gara” quindi prevedeva un percorso che iniziava proprio dal comune lombardo, passava per Roma, attraversava il centro-Nord dell’Italia e poi faceva ritorno a Brescia, per un totale di 1.600 chilometri vale a dire, circa 1000 miglia. La manifestazione sportiva, che si è svolta per 24 edizioni dal 1927 al 1957, già dalla prima ottenne uno straordinario successo, sia di pubblico che di partecipanti, anche se ai tempi le auto erano, di fatto, un vero e proprio lusso, accessibile solo a una piccola minoranza di persone: a iscriversi alla Mille Miglia furono invece in molti e senza distinzione di classe, personaggi dell’alta società, ma anche meccanici e collaudatori. Collaudatore di macchine era stato anche Giuseppe Morandi, nato a Castiglione delle Stiviere nel 1894: all’età di soli a 14 anni aveva trovato un impiego come meccanico presso la fabbrica bresciana O.M. Officine Meccaniche, diventando poi collaudatore e, quindi, pilota. In questa veste partecipò a diverse gare di prestigio dove ebbe modo di dimostrare la sua abilità al volante: nel 1921 vinse il “Primo G.P. Vetturette” sul circuito di Brescia, nel 1924 il circuito del Mugello e nel 1927 arrivò secondo nel “G.P. d’Italia” tenutosi, appunto, a Monza. La sua specialità erano le corse di lunga durata che sosteneva perfettamente grazie alla sua grande resistenza fisica e alla sua esperienza di pilota rispettoso della meccanica delle auto. Al termine della sua onorata e pluridecennale carriera poté annoverare ben 47 vittorie, tra cui la già citata prima edizione della Mille Miglia. In questa occasione, del suo equipaggio faceva parte Ferdinando “Nando” Minoia, anch’egli pilota provetto e vincitore di diverse gare, come la Coppa Florio nel 1907: era un uomo scaramantico e molto attaccato alla famiglia, al punto da chiedere al capo meccanico di O.M. di fissare i sandali del suo bambino sulle balestre anteriori della macchina M 665 Superba, come portafortuna per la gara. I due piloti vinsero la competizione completando il percorso in sole 21 ore, 4 minuti e una manciata di secondi e viaggiando a una media di 77,238 km/h, in pratica, un vero e proprio record per l’epoca. Tale fu il successo della manifestazione sportiva che fu deciso …

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