Uno straordinario matrimonio tra passato e futuro quello che Rado celebra oggi con l’HyperChrome Automatic Chronograph.

Il bronzo, con il suo fascino d’antan, sposa la ceramica high-tech: la bellezza antica del metallo, che con il tempo assume una nobile patina “datata”, convive con la superficie inalterabile della ceramica supertecnologica. Un accostamento sorprendente, che rende ancora una volta HyperChrome uno dei modelli più interessanti e innovativi del marchio.

La Maison svizzera di Lengnau si muove nel mondo dell’orologeria con un’attitudine sperimentale che le ha fruttato ottimi risultati nel campo del design e dell’innovazione tecnica.

Per le sue ricerche ha ricevuto oltre trenta premi internazionali, basti citare il rivoluzionario Diastar 1, 1962, in acciaio inscalfibile trattato al carburo di tungsteno e di titanio, oppure il Vision, 1997, realizzato con 4.000 diamanti, entrato nel Guinness dei Primati come l’orologio più duro al mondo, infine il True Open Heart, 2016, in ceramica high-tech, dotato di uno straordinario quadrante trasparente in madreperla spessa soltanto 0,2 millimetri.

Rado è stata una delle prime Case ad adottare negli anni Ottanta la ceramica hi-tech, materiale leggero e antigraffio, di eccezionale resistenza e di elevata compatibilità biologica.

La polvere di zirconio, materia prima della ceramica, viene omogeneizzata e compressa negli stampi a una pressione di 1.000 bar; dopo la cottura a 1.450 Gradi Celsius in fornaci speciali, la cassa monoblocco in ceramica ottiene la piena densità; una volta raffreddata, raggiunge una durezza di 1.250 Vicker, quattro volte maggiore di quella dell’acciaio 316L.

Impiegata da tempo per la sua inattaccabilità nell’industria aeronautica, spaziale e automobilistica, la superceramica ha anche il vantaggio di poter assumere un’infinità di colorazioni, grazie all’aggiunta di pigmenti, conservando intatte le sue doti di inalterabilità e brillantezza.

Moderno alchimista, Rado ha esplorato a fondo le sue potenzialità: dal Diastar Integral del 1986 con bracciale in ceramica al rivoluzionario HyperChrome Automatic Chronograph del 2015 al plasma, un trattamento brevettato per cui la ceramica viene trattata con gas alla temperatura di 20.000 gradi Celsius finché cambia la propria struttura molecolare e assume un effetto metallizzato stupefacente senza perdere le sue proprietà antigraffio.

HyperChrome è una collezione che si presta ampiamente alla sperimentazione tecnica e formale: nel 2015, anno del lancio dell’HyperChrome al plasma, la Casa ha presentato l’HyperChrome S13N4, con la cassa in ceramica ultraleggera al nitruro di silicio e con ponti in alluminio.

La ricerca della leggerezza è proseguita nel 2016 con l’HyperChrome Ultra Light, composto di tre materiali supertecnologici: la ceramica al nitruro di silicio, l’alluminio anodizzato e il titanio extra duro. L’HyperChrome 1616, dello stesso anno, aveva invece una netta vocazione vintage: ispirato alla collezione Cape Horn degli anni Sessanta, celebrava il quarto centenario del primo passaggio, da parte di una spedizione navale olandese, del tempestoso stretto noto come “il cimitero delle navi”.

Il richiamo al passato ha un fascino straordinario e le Maison orologiere lo sanno bene. La modernità impone un’accelerazione eccessiva e uno snaturamento dei ritmi di vita, facendoci rimpiangere valori e attitudini che appartengono a epoche ormai trascorse.

Apprezziamo le riedizioni di modelli storici che hanno avuto un ruolo importante nell’evoluzione del design e della tecnica; riscopriamo gli antichi mestieri d’arte e i materiali in uso nel passato perché nobilitano una produzione che non vuole essere di massa ma, al contrario, tende a essere esclusiva e associa in modo inedito le più recenti conquiste tecnologiche con il recupero del passato.

In quest’ottica si pone l’HyperChrome Automatic Chronograph, in edizione limitata di 999 pezzi, che accosta alla ceramica high- tech il bronzo, una lega antichissima di rame e stagno il cui uso risale al III° millennio A.C.

L’abbinamento dei due materiali crea un efficace contrasto, materico e cromatico: la superficie nera opaca della ceramica antigraffio convive con i riflessi dorati del metallo che, con il passare del tempo, assume una patina di colore più intenso.

L’orologio acquista così un aspetto sempre più interessante grazie all’accostamento tra la superficie inalterabile della ceramica high-tech e quella “datata” del bronzo.

La cassa monoblocco dell’HyperChrome Automatic Chronograph è larga 45 millimetri, spessa 13 millimetri e alta alle anse 50,3 millimetri. Ha un profilo ricurvo che si adatta bene al polso e ospita su entrambi i lati gli inserti in bronzo; la corona è finemente lavorata a Clous de Paris e sormontata dall’ancora Rado; i pulsanti sono incisi da un motivo rigato che ne facilita l’uso. Il morbido cinturino in pelle marrone vintage, con la fibbia pieghevole ed estensibile in acciaio, si accorda a meraviglia con i riflessi dorati del metallo.

Sotto il vetro zaffiro con doppio trattamento antiriflesso il quadrante è nero, percorso da sottili incisioni verticali e occupato dalle cifre arabe applicate color oro rosa, dai sopraindici e dalle lancette centrali con SuperLumiNova® bianca, dai tre contatori guilloché con le lancette rosate, dalla finestrella rotonda del datario.

Lo incornicia la lunetta in ceramica high-tech nera lucida con il tachimetro inciso e laccato bianco.

L’HyperChrome Automatic Chronograph monta il collaudato calibro ETA 2894-2 di 12 linee e 1⁄2, con 37 rubini e 42 ore di autonomia; il rotore nero decorato a Côtes de Genève e i ponti rifiniti a perlage sono apprezzabili attraverso il vetro zaffiro posteriore.

Sul bordo del fondello in ceramica nera lucida compare l’incisione LIMITED EDITION ONE OUT OF 999. Oltre alle indubbie qualità estetiche e tecniche questo cronografo vanta un ragguardevole grado d’impermeabilità: 10 atmosfere.