Un dualismo creativo per la collezione Excalibur che attraverso i suoi orologi anticonvenzionali reinterpreta le grandi complicazioni della storia dell’orologeria.

di Cesare Ruotolo

Unica nel suo genere, punto di riferimento imprescindibile per l’orologeria contemporanea, la Maison Roger Dubuis, oggi nel Gruppo Richemont, nasce a Ginevra nel 1995 ma acquisisce l’attuale ragione sociale nel 1999; dopo qualche anno, nel 2001, viene inaugurata la nuova sede di Meyrin, sempre nel Canton Genève, uno spettacolare edificio in vetro dove vengono progettati, sviluppati e assemblati tutti gli orologi, perlopiù in edizioni limitate e con Punzone di Ginevra. Nell’ambito della sua produzione di alta gamma, che dal 1999 a oggi conta 33 esclusivi movimenti di manifattura, le grandi complicazioni – tourbillon volante, doppio tourbillon volante, tourbillon volante con ripetizione minuti, ma anche un avanguardistico meccanismo (il calibro Quatuor RD101) con quattro bilancieri e cinque differenziali per contrastare in modo inedito gli eventuali scompensi provocati dalla forza di gravità – sono destinate alla visionaria e anticonvenzionale linea Excalibur, che però non esclude anche movimenti “base”. Linea che dopo il lancio nel 2005 viene ampliata nel 2016 diventando così una delle due collezioni “chiave” del catalogo insieme alla serie femminile Velvet. La quale, viceversa, monta esclusivamente movimenti “due sfere” con microrotore e presenta una cassa in oro bianco o rosa di 36 millimetri il cui tratto distintivo sono i diamanti: secondo le stesse indicazioni della Maison, infatti, un orologio Velvet ospita sempre, incastonati attorno al quadrante, almeno 64 diamanti bianchi pari a 0,24 carati.
A caratterizzare la collezione Excalibur, invece, è una sorta di dualismo. Al grande interesse per la tradizione meccanica dell’orologeria svizzera, testimoniato dalla varietà di complicazioni reinterpretate secondo standard contemporanei, fa riscontro infatti uno stile fuori dagli schemi, un design deliberatamente bizzarro che diviene radicale con la “sottofamiglia” Excalibur Spider. L’intenzione, in definitiva, è allargare i confini precostituiti della tradizione con quella che la Maison chiama “iper-orologeria”, un nuovo concetto di orologeria in grado di stabilire un inedito rapporto di interscambio tra tecnica ed estetica. Il design dovrà allora sottolineare la perfezione della meccanica ma anche la bellezza dei movimenti, perlopiù scheletrati fino all’inverosimile e diventati essi stessi elementi di design. Un’arte, quella della scheletratura, che viene introdotta in catalogo proprio con la collezione Excalibur nel 2005 e che oggi coinvolge anche elementi e materiali insoliti, ponendo la Maison come uno dei principali alfieri di questa tecnica sofisticatissima che libera il movimento dal superfluo e per la …

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