di Anna Rita Romani

Attraverso il nuovo claim, nicola andreatta ci racconta la filosofia e i valori della marca, espressione dinamica e all’avanguardia dell’alta orologeria creativa contemporanea.

Per raccontare l’attualità di Roger Dubuis potremmo partire da un orologio. In questo caso si tratterebbe di Superbia, l’ultima strepitosa novità del brand presentata nel corso dell’edizione di Shanghai di Watches and Wonders, a settembre. Oppure dal brand stesso, che quest’anno tra l’altro compie 25 anni, ma non li festeggia! Già, perché questo sarebbe troppo scontato in un mondo che tiene in grandissima considerazione la tradizione e il passato, laddove per Roger Dubuis ciò che conta davvero è il futuro. E poiché è chiaro fin dall’inizio che siamo in un terreno diverso, dove l’alta orologeria contemporanea si esprime con metodi, linguaggi e propositi assolutamente unici, ci affidiamo al CEO Nicola Andreatta, che con il suo entusiasmo e un modo di comunicare assolutamente carismatico mette realmente e totalmente a disposizione il suo essere “dentro la marca”, svelandoci la visione che accompagna e sostiene la creazione orologiera propriamente detta, nonché la direzione verso la quale si sta lavorando. Avevamo già incontrato Nicola Andreatta un anno fa circa, e avevamo posto l’accento sulla definizione di “innovatore seriale” per il suo brand. Oggi vogliamo riprendere il discorso a partire dal nuovo claim “No rules, our game” per comprenderne il momento attuale e lasciarci guidare alla scoperta di un universo speciale, dove convivono l’avanguardia della tecnica con l’artigianalità e le specifiche tradizionali del Punzone di Ginevra, e dove le emozioni sono di casa.
Con la defizione di “serial innovator” si poneva l’accento sulla nostra visione fattuale e sull’attitudine di Roger Dubuis nel continuare a innovare. Nel nuovo claim abbiamo invece voluto sintetizzare quella che è la nostra “purpose”, un’autentica ridefinizione dei valori del brand e della direzione che stiamo percorrendo. Siamo quindi partiti da una parola – eccesso – che riteniamo definisca bene la marca, spogliandola delle sue possibili accezioni negative e accompagnandola con altre parole-chiave che raccontano aspetti diversi e complementari della filosofia Roger Dubuis: il piacere, inteso come espressione di un positivo edonismo; la pazzia, vista come capacità di lasciarsi andare; la libertà, nei suoi molteplici aspetti e significati: libertà creativa e di espressione, libertà anche di cambiare le regole del gioco. Tutto ciò ci proietta al di fuori da un concetto predefinito di orologeria – che è quello prevalente – e ci pone su un terreno diverso e distintivo: è qui che facciamo a meno delle regole dominanti ed è qui che cominciamo a giocare, divertendoci.
Fare a meno delle regole, o definirne di nuove, implica un rapporto di rottura con il passato. È così per Roger Dubuis?
Io amo ripetere che il nostro heritage è il futuro, perché non ci piace guardarci indietro e troviamo più stimolante pensare al nuovo da mettere in campo. In questo senso “No rules, our game” ha una definizione temporale molto precisa, che riguarda il presente e il futuro. Ma è evidente che ci collochiamo all’interno di una tradizione che dura da 250 anni, avendo ben presente quello che è stato fatto in questo lungo periodo. Non parlerei di rottura, ma di continua evoluzione.
Negli orologi di Roger Dubuis …

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