Con la sua robusta cassa in acciaio oystersteel capace di resistere alla pressione di 3.900 metri, il rolex oyster perpetual deepsea si conferma come strumento eccezionale per i professionisti delle immersioni e autentici esploratori del mare.

Uno dei motivi che ha reso unica la storia di Rolex è la presenza del brand in situazioni di assoluto realismo, dove si mettono in campo la volontà di sfidare la natura e di superare i propri limiti, che si tratti di avventure su strada, in alta quota, nei cieli o negli abissi.

Una filosofia dalla quale sono nati orologi assolutamente unici, le cui ricerche hanno costituito una base importante per sviluppi tecnici da utilizzare nelle collezioni correnti: ne è una testimonianza l’importante famiglia degli orologi cosiddetti “professionali” realizzata da Rolex a partire dagli anni ‘50 del ventesimo secolo e costantemente migliorata nel tempo per rispondere in maniera sempre più adeguata a precise richieste funzionali, nell’ottica di una filosofia della qualità e
dell’efficienza che resta una prerogativa irrinunciabile del marchio.

Appartiene a questa speciale categoria di orologi unici il Rolex Oyster Perpetual Deepsea, che condivide con modelli quali il Submariner e il Sea-Dweller una forte passione per le profondità marine e una spiccata identità subacquea, ma con caratteristiche specifiche che ne hanno fatto un vero e proprio strumento per gli esploratori del mare. Tanto per chiarire, stiamo parlando di un orologio con una garanzia d’impermeabilità di 3.900 metri, storicamente legato a imprese straordinarie negli abissi.

La prima risale al 1960, quando un Oyster sperimentale, il Deep Sea Special, raggiunse la profondità record di 10.916 metri presso la Fossa delle Marianne, nell’Oceano Pacifico: era stato fissato all’esterno del batiscafo Trieste pilotato dall’oceanografo svizzero Jacques Piccard e dal luogotenente della Marina Americana Don Walsh, e quando riemerse era in grado di funzionare perfettamente! Nel 2012 le stesse acque sono state testimoni della spedizione DEEPSEA CHALLENGE del regista ed esploratore James Cameron, in collaborazione con la NationalGeographic Society; per l’occasione fu realizzato l’Oyster Perpetual Deepsea Challenge, anch’esso perfettamente affidabile a oltre 10.000 metri sul fondo del Challenger Deep.

La forte impronta tecnologica che ha reso possibili certi traguardi è alla base dell’Oyster Perpetual Deepsea di produzione corrente, rinnovato quest’anno sia relativamente agli elementi esterni – cassa e bracciale – sia per ciò che riguarda il movimento. Per la prima volta l’orologio monta il calibro automatico 3235, movimento di nuova generazione completamente sviluppato e prodotto da Rolex, che vanta tra le sue caratteristiche alcune interessanti soluzioni brevettate quali lo scappamento Chronergy, insensibile ai campi magnetici e ad alto rendimento energetico, e la spirale Parachrom blu, prodotta in una lega paramagnetica che la rende fino a 10 volte più precisa di una spirale tradizionale e dotata di curva Rolex che ne garantisce la regolarità nelle diverse posizioni.

Dotato di modulo di carica automatica con rotore Perpetual, il calibro 3235 è caratterizzato inoltre da un bilanciere di grandi dimensioni a inerzia variabile che lavora a 28.800 alternanze orarie e da un dispositivo antiurto Paraflex; la sua autonomia di carica è di circa 70 ore. La robusta cassa in acciaio Oystersteel di 44 millimetri di diametro presenta anse
e fianchi della carrure ridisegnati.

A conferirle la straordinaria resistenza alla pressione subacquea è la sua architettura Ringlock System, brevetto Rolex che si basa sulla combinazione di tre elementi: vetro zaffiro bombato di 5,5 millimetri di spessore, anello di compressione in acciaio arricchito con azoto posto all’interno della cassa, fondello in acciaio Oystersteel e titanio grado 5; completano questa struttura la corona di carica Triplock e la valvola per la fuoriuscita dell’elio, brevetto Rolex del 1967.

Per garantire il massimo della sicurezza e dell’affidabilità, il Rolex Oyster Perpetual Deepsea viene testato in una speciale camera iperbarica sviluppata con Comex – Compagnie Maritime d’Expertises -, società francese specializzata in ingegneria subacquea e tecnologie iperbariche con la quale Rolex collabora fin dagli anni ‘70 del secolo scorso.

Fa parte del corredo subacqueo dell’orologio la ghiera girevole unidirezionale per il calcolo dei tempi d’immersione, caratterizzata dal contorno dentellato che ne garantisce la presa e dal disco superiore in Cerachrom di colore nero graduato a 60 minuti; si tratta, come è noto, di un disco in ceramica brevettato da Rolex e con specifiche caratteristiche di resistenza alla corrosione e alla scalfittura; inoltre, il suo colore non viene alterato dall’esposizione ai raggi ultravioletti.

Quanto ai numeri e alle graduazioni, vengono stampati nella ceramica e colorati con un deposito in platino mediante la tecnica del PVD, Physical Vapor Deposition. Ottima la leggibilità del quadrante, con indici e lancette in oro bianco 18 carati e trattamento Chromalight, luminescenza a emissioni blu di lunga durata; quanto al colore, è definito da Rolex D-blue, ovvero un dégradé dal blu notte al nero intenso: è lo stesso colore che è stato introdotto per la prima volta nel 2014, in una versione commemorativa del Rolex Deepsea, in onore della spedizione di James Cameron. Elementi di novità sono contenuti anche nel bracciale e dipendono dalla maggiore larghezza dello stesso rispetto a quello dei modelli precedenti.

Restano invece invariate le sue caratteristiche, ancora una volta sviluppate per la funzionalità specifica dell’orologio; tra queste il fermaglio di sicurezza Oysterlock e il doppio sistema di allungamento Rolex Glidelock – circa 20 millimetri, con incrementi di 2 millimetri – e Fliplock – maglia di allungamento di 26 millimetri -. Come tutti gli orologi Rolex, l’Oyster Perpetual Deepsea vanta la certificazione di Cronometro Superlativo ridefinita da Rolex nel 2015, a garanzia delle sue prestazioni superlative in tema di precisione – -2/+2 secondi al giorno -, impermeabilità, carica automatica e autonomia.

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