Foto di Dario Tassa

Con il meccanismo visibile dei piccoli secondi retrogradi, il nuovissimo Tourbillon PSR di Schwarz Etienne offre a tutti gli appassionati una bella lezione di tecnica orologiera: un ulteriore passo avanti sulla strada iniziata con il movimento “irreversible” i cui componenti fondamentali si lasciano ammirare sul lato del quadrante.

Nel 2016 il lancio del Roswell Voyage e del Flying Tourbillon: due orologi di fronte ai quali anche gli osservatori più distratti hanno dovuto fare una pausa, prima di osservazione e poi di riflessione, dedicando un po’ del loro tempo alla scoperta dei pregi tecnici ed estetici dei due movimenti ISE 101.01 e TSE 121.00.

Un tempo speso bene, perché sicuramente ha regalato loro due visioni diverse del movimento “irreversible” di Schwarz Etienne: in pratica un movimento rovesciato, in modo da poter mostrare i suoi componenti principali sul lato quadrante; e una visione filosofica dell’orologeria, nella quale la tecnica e l’estetica non sono più distinguibili in modo netto ma si incontrano sullo stesso piano.

Ed ecco, a distanza di un anno, attraverso il Tourbillon Petite Seconde Retrograde, la conferma che in quei modelli era racchiusa, per così dire, la parte più importante della storia moderna di Schwarz Etienne: in una parola, la sua completa rifondazione come Manifattura indipendente.

Ri-fondazione perché per una buona parte della sua storia ultracentenaria Schwarz Etienne ha rappresentato una realtà manifatturiera: fondata nel 1902 a La Chaux-de-Fonds da Paul Arthur Schwarz e da sua moglie Olga Etienne, ha realizzato movimenti per i propri orologi e per altre Case fino agli anni ‘70 del ventesimo secolo; il successivo cambio di produzione ha accompagnato il marchio fino alle soglie del nuovo millennio, quando i discendenti dei fondatori lo hanno ceduto, nel 2003, all’italiano Raffaello Radicchi, il quale ha presto avviato un progetto importante volto ad assicurare all’azienda una completa indipendenza produttiva.

Investimenti, idee e passione per la qualità sono stati i pilastri intorno ai quali, tra il 2008 e il 2014-15, è nata la nuova manifattura Schwarz Etienne. Molti dei nostri lettori ricorderanno che circa un anno fa la redazione di OROLOGI è andata a La Chaux-de-Fonds per “fotografare” la nuova realtà produttiva e per presentare, come sempre, un reportage dettagliato della visita sulle pagine della rivista.

Tra i ricordi più vivi di quell’esperienza c’è di sicuro la lavorazione della spirale; ma, oggi come allora, è importante sottolineare la novità costituita dal taglio al laser dei componenti, che, come ci spiega Mauro Egermini nell’intervista, assicura precisione e concentricità al massimo livello.

Ma prima ancora dei contenuti particolari – per i quali possiamo “rimandare” direttamente alla lettura del reportage della visita – OROLOGI 297, pagine 92-97 – – ciò che è importante sottolineare è proprio la dimensione del progetto di manifattura di Schwarz Etienne, progetto che nasce sulle solide basi di un gruppo orologiero motivato e dotato di strumenti e strutture d’avanguardia nel campo dell’orologeria: tra tutti citiamo E2O Innovations, diretto dallo stesso direttore di Schwarz Etienne Mauro Egermini, che si occupa dello sviluppo di scappamenti e organi oscillanti; TMH SA, Tradition Mécanique Horlogère, specializzata nella costruzione di ponti e platine, e RSM, che produce casse e bracciali in metallo. Aziende, già impegnate nella produzione di queste componenti per conto terzi, che hanno trovato nel marchio Schwarz Etienne una sorta di “casa comune” all’interno della quale esercitare il mestiere dell’orologeria al meglio delle possibilità oggi consentite dallo sviluppo della tecnologia ma senza mai perdere di vista i valori della tradizione.

Credo che tutto questo emerga con chiarezza negli orologi che oggi costituiscono la collezione Schwarz Etienne. In quelli che abbiamo citato all’inizio, che già conosciamo, e nel Tourbillon PSR che presentiamo in queste pagine, svelato al pubblico proprio in questi giorni in occasione di Baselworld 2017.

L’orologio, e il suo movimento calibro TSE 122.00, rappresentano un’evoluzione del Flying Tourbillon del 2016. Nel nuovo movimento il tourbillon non è “volante” ma sorretto da un ponte a forma di V: una scelta legata tecnicamente alla necessità di contenere anche il sistema dei secondi retrogradi, che costituiscono la grande novità del Tourbillon PSR, dove PSR sta esattamente per Petite Seconde Retrograde.

Come ci spiega Mauro Egermini, si è voluta dare visibilità al funzionamento di questa piccola complicazione nell’ottica, quasi “didattica”, di mettere a disposizione del pubblico uno strumento in più per la conoscenza dell’orologeria: un intento sicuramente lodevole che mostra, al tempo stesso, il volto di una Manifattura aperta alla condivisione e animata da autentica passione. E, perché la didattica sia efficace, si è optato addirittura per una esplicita “didascalia” nella quale viene indicata con esattezza la funzione descritta. Visto in dettaglio, il nuovo movimento “Irreversible” di Schwarz Etienne è formato da 256 componenti, tra i quali 40 rubini, riuniti in 30,40 millimetri di diametro e 7,05 millimetri di spessore; la frequenza del bilanciere è di 21.600 alternanze orarie, pari a 3 Hz, e l’autonomia di marcia è di 72 ore.

Come negli altri movimenti di questa tipologia, il micro-rotore è visualizzato sul lato quadrante in corrispondenza delle ore 9; diversamente dal calibro d’origine TSE 121.00, invece, il bariletto risulta coperto dal quadrante decentrato di ore e minuti che occupa la zona compresa tra le ore 3 e le ore 6.

Quest’ultimo, insieme all’indicatore dei secondi retrogradi, inserisce un piacevole e originale tocco di colore: avventurina verde in abbinamento con la cassa in acciaio, ematite in abbinamento con la cassa in oro rosa. Si tratta di una scelta che appartiene agli aspetti decorativi dell’orologeria Schwarz Etienne e, in senso lato, all’estetica. Un argomento tutt’altro che secondario, sul quale si sofferma nell’intervista Mauro Egermini aggiungendo: “Attraverso l’Ode à la Semaine, un cofanetto di sette prestigiosi Tourbillon con quadranti ispirati ai pianeti e realizzati in pietra dura, abbiamo potuto mostrare il nostro lato artistico. Lo abbiamo fatto mettendo insieme la tecnica con la bellezza della natura. Lo stesso principio ci ha guidati nella scelta di rendere unico il Roswell Voyage mediante un frammento di roccia del Cervino, dove è chiaro che la pietra non è ‘preziosa’ in se stessa ma in quanto appartenente alla natura. E c’è ancora questa filosofia dietro la personalizzazione del quadrante del Tourbillon PSR con l’avventurina verde o con l’ematite, due pietre naturali che portano un po’ di natura nei nostri orologi!”

Il Tourbillon PSR si presenta con una cassa, di 44 millimetri di diametro, nel design classico di una collezione che prende il nome proprio dal luogo di nascita dell’orologio, La Chaux-de-Fonds – storicamente, tutti gli orologi Schwarz Etienne sono stati contraddistinti dal nome di una città: una tradizione mantenuta anche dall’attuale management del marchio -; come accennavamo, è disponibile nelle varianti in acciaio e in oro rosa, con un’impermeabilità garantita fino a 5 atmosfere di pressione. Protegge il quadrante un vetro zaffiro mentre il fondello è in metallo, con una piccola apertura in corrispondenza della gabbia del tourbillon: trattandosi infatti di un movimento “irreversible”, la parte più interessante è sicuramente quella anteriore, a vista sul lato del quadrante.

Correda l’orologio un cinturino in alligatore, con fibbia déployante, in una classica tonalità marrone abbinata alla cassa in oro rosa, in verde in abbinamento con la cassa in acciaio e, soprattutto, con i dettagli del quadrante in avventurina.