D. Come e quando è nato il rapporto tra Omega e l’Istituto METAS?
R. Abbiamo contattato il METAS 18 mesi fa spiegando che avremmo voluto una certificazione in grado di dare al cliente un risultato tangibile rispetto al nostro movimento antimagnetico.
Abbiamo espresso le nostre necessità ma ci hanno risposto che avrebbero potuto fare di più. Si tratta dell’Istituto Federale Svizzero di Metrologia, un istituto super partes, non può essere OMEGA a decidere. Hanno perciò stabilito quali fossero i criteri da rispettare e, soprattutto, messo il loro nome – quello del Governo Svizzero – sulla certificazione. Certificazione che prevede 8 test, tra i quali la precisione media giornaliera dopo l’esposizione a un campo di 15.000 gauss, il funzionamento durante l’esposizione a un campo magnetico – 15.000 gauss – prima del movimento e poi dell’orologio assemblato, l’impermeabilità, la riserva di carica e lo scarto di marcia con riserva di carica al 100% e al 33%. Non si tratta di una certificazione OMEGA, è aperta a tutti.

La certificazione METAS è, mi perdoni la franchezza, notevolmente superiore alla certificazione del COSC visto che prevede i test sull’orologio completamente assemblato e non sul movimento nudo. Non posso fare a meno di pensare che Lei debba essere d’accordo con questa affermazione, vero?
No, è lei che lo ha detto (ridendo, nda). Il COSC è una cosa buona. Riceviamo il movimento dal COSC e lo prepariamo per la certificazione METAS per raggiungere uno standard maggiore, 0 + 5, di precisione ma anche perché l’aggiunta del rotore al movimento può in qualche modo influenzare la precisione. Il movimento viene mandato al COSC completamente “nudo”, senza rotore e senza quadrante. Si tratta di un grande cambiamento, che richiede un po’ più di tempo e una gran mole di lavoro per OMEGA. Abbiamo creato un nuovo reparto insieme al METAS. Si tratta di un grande impegno. Ora dobbiamo fare in modo che i consumatori lo capiscano e lo apprezzino. Penso che i consumatori saranno molto contenti di avere una doppia certificazione: quella del COSC, che può essere richiesta, pagando, e il certificato METAS che viene consegnato insieme all’orologio al momento della vendita.

Mi può spiegare perché prima che un orologio venga sottoposto ai test previsti dal METAS il suo movimento deve comunque aver passato e superato la certificazione del COSC?
È una domanda importante. Normalmente non è necessario, non siamo obbligati; ma visto che sia il METAS che il COSC sono entrambi istituti ufficiali svizzeri, il METAS non voleva che ci fossero conflitti.
La seconda ragione è il nome “cronometro”, nella mente di tutti è comunque riferito alla certificazione COSC. Con questo non vogliamo dire che il COSC non sia importante, visto che certifica i nostri movimenti da 15 anni. Abbiamo deciso di tenere il nome “cronometro”, cosa che a livello legale avremmo potuto fare in ogni caso ma da un punto di vista etico è importante che la parola “cronometro” sia legata al COSC.

Per il momento mi sembra che l’unica collezione Omega sottoposta alla certificazione METAS sia la collezione Globemaster. È previsto che questa certificazione si possa estendere ad altre collezioni e, se non sono troppo indiscreta, a quali?
Lo scorso anno a Basilea abbiamo presentato il Globemaster, che è stato il modello di punta. La tecnologia antimagnetica sarà applicata anche ad altri segnatempo e ad altri movimenti. Quest’anno, in occasione di Baselworld, presentiamo nuovi movimenti con la certificazione Master Chronometer: cronografo, cronografo fasi lunari, GMT, movimento femminile con i piccoli secondi, il Globemaster con una nuova complicazione. Le collezioni Hour Vision e Ploprof presentate già lo scorso anno, la nuova collezione Planet Ocean sarà completamente Master Chronometer insieme al nuovo Constellation Ladies e al primo Speedmaster Master Chronometer.

Le ho fatto la domanda precedente in considerazione del fatto che Omega ospita presso i suoi atelier una sezione del METAS. Mi può dire se questa soluzione è definitiva o è a termine?
È definitiva. Per il momento sono in un ufficio temporaneo ma a breve saranno in un nuovo edificio. Ci sarà tutta una nuova sezione, pagata da METAS, saranno nostri ospiti e si chiamerà METAS Lab. Lì è dove verranno testati tutti i segnatempo insieme ai nostri tecnici e orologiai.

Cosa pensa del fatto che quello tra Omega e il METAS non è un rapporto “in esclusiva” ma anzi qualunque altro brand può sottoporre i suo orologi alla certificazione METAS che così acquisiscono lo status di “Master Chronometer”?
Credo che sia fantastico. Non vogliamo una certificazione che sia OMEGA, ognuno al giorno d’oggi fa le proprie certificazioni, noi vogliamo che il Governo Svizzero ne sia il garante, abbiamo fissato dei criteri, che chiunque può soddisfare, abbiamo portato la precisione da 0 a +5, siamo molto contenti se anche gli altri brand contatteranno METAS per ottenere questa certificazione. Al momento ancora nessuno si è fatto avanti.

Secondo la Sua opinione perché nessun altro brand prima di Omega ha preso contatti con il METAS per ricevere la relativa certificazione?
È una bella domanda. Onestamente non lo so. Le risponderò in maniera molto franca. Molti brand dell’orologeria svizzera pensano basti mettere il proprio nome su un prodotto pensando che già questo basti a renderlo fantastico. Il COSC è indipendente ma al tempo stesso “basic”. METAS aggiunge qualcosa in più. Inoltre il COSC è un organo indipendente, privato ma non governativo. Il messaggio è molto importante, stiamo imparando e migliorando i nostri prodotti per raggiungere lo standard richiesto. E utilizzeremo il nome METAS ovunque, non lo nascondiamo. Credo che sia molto importante.