Quest’anno la casa celebra l’importante ricorrenza del Monaco con la presentazione di cinque modelli commemorativi in serie limitata ispirati alle diverse decadi dal 1969 al 2019.

Jack Heuer, attuale Presidente Onorario di TAG Heuer, racconta una serie di sorprendenti aneddoti relativi a quel segnatempo che nel 1969, ai suoi esordi sul mercato, stupì un po’ tutti: «Pur essendo il Monaco un capostipite in termini di design, il suo successo si deve quasi interamente alla fortuna». Come quando da Hollywood nel 1971 – o più probabilmente nel 1970 durante la lavorazione della pellicola – gli venne chiesto di inviare cronometri e orologi sul set del film Le 24 ore di Le Mans (titolo originale, Le Mans). Un desiderio del regista che fu possibile soddisfare con la spedizione di sei Monaco identici, disponibili a causa delle scarse vendite al lancio originario. E proprio quel modello fu scelto per essere indossato da Steve McQueen! Recatosi sul set dopo che tutti i cronografi furono consegnati, Heuer vi arrivò un giorno in cui McQueen non c’era: fu così che i due non si incontrarono mai. Nel frattempo l’orologio era divenuto una star, tanto che il “McQueen Monaco” modello 1133B è ancora oggi particolarmente ricercato nelle aste e tra i collezionisti. Tornando agli esordi, il 3 marzo 1969, in occasione delle conferenze stampa simultanee di presentazione dell’Heuer Monaco (TAG non faceva ancora parte del nome dell’azienda) di Ginevra e New York le reazioni furono tiepide, probabilmente a causa di un aspetto che all’epoca dovette sembrare troppo audace. Dalla cassa quadrata ad angoli retti caratterizzata dalla corona sul lato sinistro, al quadrante blu metallizzato con evidenti lancette rosse e azzurre, per finire con il vetro in plastica bombato. «Quando vidi la cassa quadrata, seppi immediatamente che si trattava di qualcosa di speciale. Fino ad allora, le casse quadrate venivano utilizzate solo per gli orologi eleganti, perché non era possibile renderle impermeabili. Portammo avanti questo design non convenzionale ottenendo l’uso esclusivo di questa cassa rivoluzionaria per il cronografo da polso Monaco», riferisce ancora Jack Heuer.
In realtà proprio quegli elementi insoliti e discussi si rivelarono ben presto i veri punti di forza del segnatempo il cui design dirompente trovò …

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