Foto di Tissot

Un classico della produzione Tissot, la collezione T-Classic Ballade, si arricchisce di nuovi modelli dal design raffinato e animati da un movimento di ultima generazione dotato di una speciale spirale piatta in silicio brevettata.

Innovators by tradition“: due parole in grado di esprimere in modo del tutto esauriente il cuore della filosofia produttiva che, da sempre, ha guidato il marchio Tissot.

E se di tradizione si parla, questa Casa può vantare una storia lunga più di un secolo e mezzo, cominciata a le Locle, in Svizzera, nel lontano 1853.

Proprio qui, nel Cantone di Neuchâtel, tra le montagne del Giura al confine con la Francia, l’artigiano Charles-Félicien Tissot, montatore di casse in oro, fonda con il figlio orologiaio ventitreenne Charles-Émile la manifattura “Charles-Félicien Tissot & Fils” specializzata nella realizzazione di un’ampia gamma di segnatempo da tasca e a ciondolo, soprattutto in oro, con complicazioni e riccamente decorati.

Grazie alla qualità di questa produzione, il successo non tarda ad arrivare, infatti la Casa ottiene ben presto diversi e importanti riconoscimenti, come la Medaglia d’Oro a Ginevra nel 1896 e il Grand Prix dell’Industria Orologiera a Parigi, nel 1900. Sempre nello stesso anno, in occasione dell’Esposizione Universale, dove l’azienda era presente con un suo padiglione, la celebre diva Sarah Bernhardt acquistò un orologio a ciondolo in oro 18 carati firmato Tissot.

C’è da aggiungere che gli esemplari creati dalla Manifattura venivano esportati in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti, e, a partire dal 1858, anche nell’impero russo, dove venivano molto apprezzati anche presso la corte dello zar Nicola II. Proprio per l’importanza di questo mercato, il figlio di Charles-Émile, Charles, entrato a far parte della società, si stabilisce a Mosca, dove si sposa con una ragazza russa e dove rimane fino allo scoppio della Rivoluzione d’ottobre del 1917 per gestire la succursale istituita dal padre, portando con sé un campionario di orologi da taschino “savonnette” che in patria venivano considerati un po’ ingombranti ma che lì riscossero molto successo.

Nel 1907 sempre Charles Tissot commissiona la costruzione di una fabbrica in Chemin des Tourelles, a Le Locle, dove si trova l’attuale sede dell’azienda. Qui le nuove tecnologie permettono la produzione in serie di orologi curati fin nei minimi dettagli ed è proprio in questi anni che il marchio inizia a creare i suoi primi esemplari da polso femminili, concepiti come veri e propri gioielli, realizzati in oro o in platino e tempestati di diamanti.

Qualche anno dopo, a questa si affianca anche una produzione di orologi da uomo, che vantavano un’estetica in linea con le tendenze dell’epoca, l’Art Nouveau prima e l’Art Déco in seguito, ma anche una significativa portata innovativa dal punto di vista tecnico, come dimostra, per esempio, il primo modello da polso antimagnetico al mondo creato dalla Maison. Dal 1917 Tissot diventa una vera e propria manifattura, iniziando a realizzare in casa anche i movimenti che venivano montati su orologi di qualità proposti a prezzi accessibili e riuscendo, grazie alla produzione in serie, oltre che a incrementare le vendite, anche a superare la grande crisi economica mondiale degli anni Venti.

Nel ‘25 Paul Tissot assume la direzione commerciale della rinomata ditta orologiera Omega e, qualche anno dopo, nel 1930, le due aziende si fondono per rafforzare la loro posizione dando vita alla Holding SSIH con sede a Ginevra e con un’organizzazione di vendita a livello mondiale che offriva una gamma di prodotti assolutamente esaustiva, dove Omega soddisfaceva le richieste di una clientela più esigente mentre Tissot si rivolgeva a un target più vasto.

Nel 1933 la Casa lancia un progetto commerciale davvero innovativo per i tempi, chiamato “il piano Tissot”, che prevedeva una selezione di modelli per ogni specifico mercato supportata da campagne pubblicitarie sistematiche e mirate e affiancata dalla distribuzione gratuita di un catalogo per i venditori al dettaglio e anche da iniziative davvero pionieristiche per i tempi, come quella di inviare dei tecnici addetti alla regolazione di precisione dei meccanismi nelle vetrine dei principali negozi svizzeri, come testimonial del marchio che, inoltre, offriva ai propri clienti una garanzia di un anno anche in caso di rottura dell’orologio a causa di un urto.

Anche la produzione dedicata al pubblico femminile era accuratamente mirata: in nome dello slogan “Una giovane donna e tre orologi” si proponevano collezioni estremamente diversificate, con modelli che, come gli abiti, andavano cambiati più volte nella giornata: quelli con il cinturino in pelle per fare attività sportiva, quelli con cordoncino, contraddistinti da un’eleganza discreta, per gli impegni di lavoro e, infine, gli orologi con bracciale in oro per le occasioni speciali nelle quali il dress code richiedeva un abbigliamento elegante.

Per la sua clientela maschile, la Casa crea, invece, modelli più tecnici, come automatici, cronografi e, nel 1951, anche il mitico Tissot Navigator, il primo orologio automatico al mondo con 24 fusi orari a vista. Nel 1953 la Casa festeggia il suo centenario e nel 1958, sotto la guida di Edouard-Louis Tissot come Direttore Generale, l’organizzazione della Manifattura ha una svolta decisiva grazie all’adozione del principio di un “calibro unico” che semplificava la gamma dei movimenti in vista di una produzione più razionale.

A questo calibro di base venivano aggiunte complicazioni per realizzare orologi manuali o automatici, con o senza calendario o datario, che venivano venduti in tutto il mondo. Anche gli anni ‘60 e ‘70 rappresentano un momento significativo nell’evoluzione dell’azienda: era l’epoca della generazione del baby boom e Tissot, per la prima volta nella sua storia produttiva, crea collezioni destinate agli adolescenti, cercando di interpretare i loro gusti e il loro stile di vita: nascono così modelli informali e originali al tempo stesso, resi ancora più innovativi dall’utilizzo di materiali inediti, mai visti prima nel settore dell’orologeria.

Tra questi, la fibra di vetro che ha dato vita a segnatempo colorati e divertenti, perfetti per incontrare i gusti dei più giovani e non solo e, anche dal punto di vista tecnico, questi esemplari furono dotati di un movimento rivoluzionario: l’Astrolon, un calibro meccanico di 11 linee e ½ realizzato in plastica. Parallelamente a questa produzione, Tissot propone diverse collezioni di orologi al quarzo, e questo, in particolare, con la nascita della sua collaborazione con il mondo della Formula 1.

A partire dal 1976, infatti, la Casa diventa partner ufficiale di prestigiose case automobilistiche e sponsor di piloti di fama internazionale; uno stretto legame con lo sport che proseguirà anche successivamente: Tissot è stata infatti nominata Official Timekeeper e sponsor di molteplici discipline, tra le quali il basket, il ciclismo, il motociclismo, il rugby, la scherma e l’hockey su ghiaccio. All’inizio degli anni ‘80 si sente l’esigenza da parte delle Case di creare dei grandi gruppi per far fronte alla crisi dell’orologeria, dovuta anche all’avvento della tecnologia al quarzo, e Tissot, nel 1988, si unisce alla SMH, oggi The Swatch Group.

A questo periodo risalgono diversi modelli innovativi che vengono molto apprezzati dagli appassionati del settore: tra questi, il RockWatch, il primo orologio scolpito nella roccia, il WoodWatch, realizzato in legno, e il PearlWatch, in madreperla. Alla fine degli anni ‘90 vedono la luce la linea T-Collection, composta da modelli femminili, e diversi esemplari sportivi dedicati ai polsi maschili. Nel 1999 l’azienda anticipa i tempi comprendendo da subito lo straordinario potenziale del tattile nell’universo digitale e creando il T-Touch, al quale segue, nel 2014, il T-Touch Expert Solar, alimentato a energia solare.

Sono questi, e tanti altri, gli esempi di una produzione che ha incarnato lo spirito pionieristico dell’azienda e i nuovi orologi che presentiamo in queste pagine sono i diretti eredi di questa straordinaria storia ed esprimono, ancora una volta, la capacità della Casa di rimanere nel solco della sua prestigiosa tradizione per creare proposte molto innovative ma sempre basate su quei principi che l’hanno guidata: eccellente qualità dei materiali e delle lavorazioni, attenzione ai dettagli e movimenti precisi e affidabili caratterizzati da tecnologie e da funzionalità avanzate.

Non a caso, il logo del marchio richiama la bandiera svizzera, proprio a indicare quel bagaglio di conoscenze che ha portato la Maison a essere fin dagli inizi un punto di riferimento nel mondo delle lancette. Gli ultimi arrivati ad arricchire la collezione T-Classic Ballade fanno parte, e a pieno titolo, di questo continuo processo evolutivo con l’adozione di un nuovo, rivoluzionario movimento, il calibro Powermatic 80, meccanico a carica automatica certificato COSC e dotato di spirale piatta in silicio brevettata. Le proprietà di questo elemento sono eccezionali: è ultra leggero e totalmente anti-magnetico, nel senso che riesce ad annullare le variazioni causate da apparecchi come tablet, computer e cellulari; inoltre è inalterabile, non si deforma e conferisce alla spirale una stabilità pressoché assoluta.

Grazie al miglioramento dell’efficienza dei suo componenti, questo movimento ha un’autonomia di marcia di ben 80 ore rispetto alle 40/50 abituali. Una tecnologia innovativa va di pari passo con un design raffinato e curato in ogni dettaglio, sia per i modelli dedicati al pubblico maschile che per quelli da donna.

Ma guardiamoli da vicino, cominciando dall’esemplare da uomo con la cassa in acciaio 316L nella doppia finitura lucida e satinata del diametro di 41 millimetri. Il profilo dell’orologio, dello spessore di 9,84 millimetri, è delimitato da anse separate dal corpo centrale e ospita la corona scanalata e personalizzata con la “T” simbolo della Casa incisa sulla sommità. Una raffinata lavorazione Clou de Paris caratterizza la lunetta che fa da cornice al quadrante nero strutturato su due livelli e protetto da un vetro zaffiro antigraffio: ampio e ben leggibile, ospita indici e numeri arabi al 12 e al 6 applicati, lancette per l’indicazione di ore e minuti, sfera ad ago per i secondi e la finestrella quadrata del datario evidenziata da una cornice in corrispondenza del 3. Da notare la zona centrale, anch’essa decorata con lavorazione Clou de Paris.

Sul fondello un vetro zaffiro mette a vista il calibro automatico Powermatic 80 da 11 linee e 1/2, con 21.600 alternanze orarie e 25 rubini, mentre sulla fascia esterna sono incisi il nome del marchio, il numero di referenza e le caratteristiche tecniche dell’orologio. Questo modello è accompagnato da un cinturino nero realizzato in pelle di coccodrillo e chiuso da una fibbia a farfalla in acciaio con pulsanti. Sempre dedicate ai polsi maschili, sono disponibili altre tre versioni: con la cassa e il bracciale in acciaio, con la lunetta e il bracciale in acciaio con trattamento PVD oro giallo e con la lunetta con trattamento PVD oro rosa e il cinturino marrone in pelle.

Passiamo ora al Ballade da donna che ha la cassa in acciaio 316L del diametro di 32 millimetri per uno spessore di 9,44 millimetri: è sormontata da una lunetta con trattamento PVD oro rosa, sempre con lavorazione Clou de Paris. In questo caso il luminoso quadrante è in madreperla bianca e ospita indici e lancette dorati. Anch’esso animato dal calibro automatico Powermatic 80, è accompagnato da un’elegante cinturino bianco realizzato in pelle di coccodrillo con chiusura a farfalla.

Vi presentiamo anche l’esemplare femminile con la cassa e il bracciale in acciaio e, nella stessa misura, è disponibile la versione con la cassa e il bracciale in acciaio con trattamento PVD oro giallo. Tutti gli orologi appartenenti alla collezione T-Classic Ballade hanno un’impermeabilità che si attesta sulle 5 atmosfere di pressione e una garanzia della durata di due anni.