Foto di Tudor

A partire dal 2010, data di lancio del Tudor Heritage Chrono, alcune delle referenze più importanti della storia del marchio sono state oggetto di interessanti reinterpretazioni che oggi rappresentano, nel loro complesso, il volto estremamente interessante di Heritage, una linea che non è semplicemente una riproduzione di modelli del passato ma piuttosto un punto di incontro tra quel passato e il presente di Tudor: i codici estetici tipici del marchio sono infatti riproposti in un contesto di forte attualità, stilistica e tecnica, mescolandosi in uno stile nuovo e originale.

Ben riconoscibile in ognuno dei modelli Heritage, questo approccio acquista una valenza particolare nel caso dell’Heritage Black Bay Dark, espressione contemporanea di un genere, quello degli orologi subacquei, nel quale Tudor è stato uno degli interpreti più autorevoli negli ultimi sessant’anni circa.

L’esordio in questo campo è, infatti, del 1954, quando fu lanciata la referenza 7922 con il nome di Tudor Oyster Prince Submariner, un orologio che presentava una serie di caratteristiche, sia tecniche che estetiche, che sono poi diventate un punto di riferimento per tutte le referenze successive: dalla referenza 7924 del 1958, che portava l’impermeabilità della cassa da 100 a 200 metri, alla referenza 7928 apparsa all’inizio degli anni ‘60, con spallette di protezione della corona; alla fine degli anni ‘60, insomma, quando fu lanciata la seconda serie di Tudor Submariner, i canoni ideali dell’orologio subacqueo erano praticamente fissati, ma non la sua evoluzione, passata attraverso miglioramenti tecnici, variazioni estetiche e ampliamenti di gamma: complessivamente oltre 20 referenze e numerose varianti prodotte tra il 1969 e il 1999, data dell’ultima apparizione in catalogo di questo modello.

Abbastanza, dunque, da creare una storia nella storia, oggi interpretata ottimamente dai nuovi subacquei come il Tudor Heritage Black Bay Dark: suo punto di forza l’affidabilità di uno strumento da utilizzare sott’acqua in totale sicurezza fino a 200 metri di profondità ma coniugata con un’eleganza discreta che segna il confine tra uno strumento funzionale e un oggetto di lusso.

Più in generale, queste stesse caratteristiche definiscono attualmente lo spirito dell’intera linea Heritage Black Bay, con sfumature diverse secondo il modello preso in considerazione: dal classico modello con il quale la linea ha esordito nel 2012, riproposto quest’anno con nuovi colori della ghiera – nera, blu o bordeaux – all’originale Black Bay Bronze con cassa in bronzo di 43 millimetri, dall’inconfondibile carattere vintage, fino al nostro Heritage Black Bay Dark, il più contemporaneo della serie, che si presenta in un aggressivo look total black che investe la cassa, il quadrante, la ghiera e il cinturino.

In questo caso, dunque, la parola-chiave è proprio “dark”: un rivestimento nero per la sua cassa in acciaio di 41 millimetri di diametro ottenuto mediante il cosiddetto trattamento PVD – Physical Vapour Deposition -, sviluppato originariamente dalla NASA per i suoi programmi spaziali e consistente in una deposizione fisica da vapore che, di fatto, consente di legare al metallo qualsiasi materiale inorganico.

Fa parte integrante di questa scelta la finitura satinata della superficie nera del metallo, che ricorda quella delle apparecchiature militari e che ci riporta all’apprezzamento di importanti organizzazioni militari, quali la Marine Nationale Française e la US Navy, per i modelli subacquei realizzati da Tudor.

Il nero è, come dicevamo, anche il colore del quadrante e della ghiera; ma queste sono le parti dell’orologio dove diventa determinante la leggibilità delle funzioni e, conseguentemente, l’uso del bianco acquista un peso notevole: lo ritroviamo innanzitutto sull’anello in alluminioanodizzato nero opaco della ghiera, con le sue indicazioni da 0 a 60 minuti e punto luminescente in corrispondenza delle ore 12; quindi sul quadrante, con i grandi indici di forma geometrica per le ore, il binario dei minuti e le tipiche lancette snowflake dalla forma spigolosa, riprese dagli orologi forniti da Tudor alla Marina Francese negli anni ‘70.

In tema di richiami al passato, va notata sul quadrante l’indicazione in rosso della profondità garantita e il triangolo dello stesso colore sul quale è appoggiato il punto luminescente della ghiera girevole unidirezionale.

Ancora, rappresentano un omaggio alla storia del marchio la grande corona a vite con la rosa Tudor, ripresa dalla famosa Big Crown della referenza 7924 del 1958, anch’essa realizzata in acciaio nero trattato PVD, e il vetro zaffiro bombato che protegge il quadrante.

Nero, infine, è il colore del bracciale, realizzato in acciaio con trattamento PVD e finitura opaca identica a quella della cassa; al suo posto si può scegliere un cinturino in pelle di vitello invecchiata con chiusura pieghevole e fermaglio di sicurezza.

In dotazione con l’orologio è infine previsto un cinturino addizionale in tessuto grigio scuro chiuso da una fibbia ad ardiglione in acciaio nero PVD: prodotto da un’azienda di tradizione centenaria della regione francese di St-Etienne, questo cinturino è uno dei simboli della linea Heritage.

Infine, tra tanti riferimenti al passato, non c’è alcun dubbio che il carattere di maggiore attualità del Tudor Heritage Black Bay Dark risieda nel suo cuore meccanico: il calibro MT5602, movimento meccanico a carica automatica con rotore bidirezionale, una frequenza di 28.800 alternanze orarie, bilanciere a inerzia variabile con vite di microregolazione, spirale in silicio antimagnetica, 70 ore di riserva di carica.

Come indica il nome – “MT” sta per “Mouvement Tudor” – tale calibro appartiene alla nuova famiglia di movimenti sviluppati, prodotti e assemblati in-house da Tudor e inaugurata nel 2015.

Si tratta di un movimento di elevate prestazioni sia in termini di robustezza che in termini di precisione, dotato di certificato cronometrico del COSC; misura 31,8 millimetri di diametro e 6,5 millimetri di spessore; fornisce le indicazioni di ore, minuti e secondi al centro, con funzione di fermo dei secondi per un’impostazione precisa dell’ora.

Ed è probabilmente superfluo aggiungere che intorno all’argomento della produzione interna dei movimenti passi oggi, esattamente novant’anni dopo la nascita del marchio, il grande rilancio internazionale di Tudor, in un processo che ne coinvolge le collezioni, le partnership e, in definitiva, l’immagine.