Con Ulysse Nardin e il suo Diver Net, orologio che ribadisce l’impegno della casa per ridurre l’inquinamento marino e acquisire una maggiore conoscenza oceanografica.

di Silvana Murgia

Le reti da pesca di plastica abbandonate, così come trappole e fili di nylon usati per la stessa attività, sono una grande minaccia alla vita del mare, e anche la causa principale del suo inquinamento. Ogni anno, negli oceani, vengono scaricate oltre 640.000 tonnellate tra reti, lenze, trappole e altri strumenti da pesca. Basti pensare che, secondo un recente studio, le 42.000 tonnellate di macroplastica che compongono l’enorme isola di rifiuti accumulatasi nel Pacifico settentrionale risultano essere costituite per l’86% da reti da pesca. Questo particolare attrezzo, infatti, ha una durata limitata: dopo circa otto mesi di utilizzo si danneggia, non può essere riparato e viene depositato nel porto dai pescatori. Troppo spesso, però, si perde o è scaricato in mare, andando a incrementare ancor di più le tonnellate di reti da pesca alla deriva nell’oceano che rappresentano un’enorme minaccia per la fauna selvatica, dai pesci più piccoli ai crostacei, dalle tartarughe ai delfini, agli uccelli marini, fino alle balene, già a rischio di estinzione.
Era il 2015 quando Théo Desprez e Thibaut Uguen, all’epoca studenti di design presso la European Higher School of Art of Brittany, notarono l’abbondanza di reti da pesca vecchie e scartate mentre camminavano lungo un molo a Brest, in Francia. I due, cercando una soluzione per il loro smaltimento, svilupparono un prototipo di una scarpa realizzata con reti da pesca riciclate, prototipo acclamato dalla critica al Brest International Maritime Festival: sulla base del risultato positivo ottenuto, e con il contributo di Yann Louboutin, altro giovane designer e terzo fondatore dell’azienda francese, nasce così Fil & Fab, impresa all’avanguardia specializzata nel recupero di questo materiale destinato a rovinare i fondali marini, o essere inviato in discarica, incenerito, oppure spedito all’estero per il riciclaggio. Théo, Thibaut e Yann hanno ideato una soluzione di riciclaggio sostenibile, lavorando insieme ad alcuni partner locali in un sistema di raccolta responsabile delle reti inutilizzate nei porti della zona. Così, dopo essere state radunate, un’impresa sociale locale seleziona, pulisce e frantuma le reti trasformandole in una polvere di nylon pronta per il riutilizzo. Avvalendosi delle attrezzature necessarie, l’azienda Fil & Fab ha invece sviluppato una tecnica per convertire questa nuova materia in fogli di plastica, da adoperare per la creazione di vari prodotti. Ad oggi, oltre 100 tonnellate di reti da pesca sono state così riciclate e vendute dalla startup francese.
Ulysse Nardin, da sempre concentrata sul mondo marino e sull’innovazione, ha implementato un’unità di ricerca dedicata proprio allo studio dei materiali provenienti dal mare, in particolare gusci di ostriche, alghe, PET marino e reti da pesca in poliammide, che ha fruttato il lancio del nuovo “R-Strap”, cinturino realizzato con reti da pesca riciclate, compatibile con gli orologi Diver, Marine e Freak X. Ha dunque sposato da subito l’idea di questi tre giovani francesi, e della Fil & Fab. Nasce così, da questo progetto, il Diver Net, concept watch in cui ogni elemento è stato studiato e concepito all’insegna dell’ecologia e della sostenibilità. «Il nostro sodalizio con Ulysse Nardin è naturale: è inevitabilmente legato prima di tutto al mare» sottolinea Yann Louboutin. «Condividiamo anche il desiderio di produrre oggetti affidabili, fatti per durare, riducendo l’impatto ecologico. Oggi dedichiamo le nostre energie a cercare di contenere i problemi ambientali, e nessuna iniziativa dovrebbe essere considerata troppo piccola. I materiali riciclati sono una necessità per il futuro».
Il Diver Net presenta un …

Vuoi leggere l’articolo nella versione integrale?
ABBONATI ALLA RIVISTA

Vuoi leggere la rivista online? Sottoscrivi l’abbonamento digitale!
ACQUISTA ONLINE LA RIVISTA