I due modelli più recenti realizzati da Urwerk confermano la concezione visionaria e futuribile dell’orologeria da parte di Felix Baumgartner e Martin Frei, ponendo ancora una volta l’accento sull’importanza che la Maison ginevrina riserva allo sviluppo di un processo di interazione tra l’orologio e chi lo indossa.

Presentato negli ultimi mesi del 2018, l’UR-111C è un orologio inedito e sorprendente non solo perché rinuncia alla consueta complicazione delle ore vaganti, considerata a ragion veduta una delle firme di Urwerk, ma anche perché, come vedremo, pone le basi per una nuova interazione con il suo proprietario, creando oltretutto nuove tipologie di indicazioni orarie. Un orologio che merita dunque a pieno titolo di entrare nella serie “Special Projects” del Brand con sede a Ginevra e atelier creativo a Zurigo; un Brand indipendente che, producendo solo 150 modelli l’anno, può essere considerato un laboratorio artigianale di lusso dove la tradizione convive con l’avanguardia e dove vengono prodotti segnatempo rivoluzionari, in accordo con i principali criteri di domanda del mercato ma allo stesso tempo unici nel vasto panorama contemporaneo.
Il movimento automatico che anima l’UR- 111C – una sigla che dà nome sia all’orologio che al movimento – annovera come caratteristiche principali 37 rubini, scappamento ad àncora svizzera, funzione di stop-secondi, 28.800 alternanze orarie, pari a 4 Hz, 48 ore di autonomia di marcia e finiture perlate, sabbiate, specchiate e a Côtes de Genève. Disponibile in due edizioni limitate a 25 esemplari ciascuna, con cassa – garantita impermeabile fino a 3 atmosfere di pressione – in acciaio lucido o “gunmetal”, il segnatempo misura 42 millimetri di larghezza per 46 millimetri di altezza per 15 millimetri di spessore e alterna trattamenti microbigliati e lucidati a specchio a superfici sabbiate e satinate; inoltre, rispetto alla consueta sagoma a scudo che caratterizza la maggior parte dei modelli della Maison, mostra un aspetto più aerodinamico e se possibile ancora più futuristico… C’è da rilevare poi che, pur rinunciando come abbiamo detto alle scenografiche ore vaganti, lo “spettacolo” per quanto riguarda le informazioni orarie è comunque assicurato: i prodigi della micromeccanica introdotti nel movimento portano infatti a una lettura del tempo suddivisa in più display e decisamente anticonvenzionale, a cominciare dalla doppia visualizzazione dei minuti, riprodotti sia in modo lineare ad andamento retrogrado – chiamando in causa l’UR-CC1 “King Cobra” presentato una decina di anni fa e ispirato al lavoro dell’orologiaio svizzero Louis Cottier (1894- 1966) – che, per garantirne la lettura immediata, sotto forma digitale. Entrambi sono collocati nella zona inferiore della parte frontale della cassa, in prossimità della barretta che fungendo da ansa integra il cinturino nero in alligatore con fibbia ad ardiglione; più precisamente, i minuti lineari retrogradi – che comunque si differenziano da quelli del “King Cobra” …

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