Il suggerimento viene da una delle voci più autorevoli dell’orologeria svizzera, che nel corso della sua lunga storia non solo ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo della tecnica, ma ha costantemente offerto modelli di stile ed eleganza.

Lanciata per la prima volta nel 2018, la collezione Fiftysix di Vacheron Constantin non lascia dubbi relativamente alla sua ispirazione. Siamo nel pieno degli anni ‘50, ed esattamente nel 1956: è questo l’anno di nascita della referenza 6073, interprete di uno stile destinato a diventare l’espressione di un classicismo assoluto, che all’epoca dava forma alle istanze di modernità e alla ricerca estetica della Marca; contemporaneamente, la referenza 6073 rappresentò anche un banco di prova per interessanti novità tecniche riguardanti sia la cassa che il movimento: la prima vantava caratteristiche di impermeabilità fino ad allora ritenute di secondaria importanza per un segnatempo elegante; il secondo era il calibro 1019/1, un movimento automatico che esprimeva un approccio nuovo con la tecnica orologiera rispetto ai tradizionali movimenti a carica manuale. Tanti motivi d’interesse, insomma, che lo scorso anno hanno ispirato i designer di Vacheron Constantin nella creazione della collezione Fiftysix, spingendoli a reinterpretare in chiave contemporanea caratteristiche e motivi propri dei modelli anni ‘50. Questi ultimi sono ben riconoscibili nei tre orologi che compongono la collezione attuale: un Automatico con data, un Day-Date con indicazione della riserva di carica e un Calendario Completo con fasi lunari di precisione.
Per due di questi – l’Automatico e il Calendario Completo – alle versioni d’esordio si sono aggiunte quest’anno due eleganti varianti con quadrante blu petrolio: un vero e proprio trend per Vacheron Constantin, che ha eletto questo colore a protagonista assoluto della collezione 2019: oltre ai Fiftysix, infatti, la scelta del blu ha coinvolto tre raffinati Patrimony in oro rosa, ovvero il “solo tempo” a carica manuale, l’Automatico con data e secondi al centro e il Bi-retrogrado day-date. Ma torniamo ai Fiftysix, dove l’abbinamento è tra il blu del quadrante e l’acciaio della cassa: una scelta interessante, che pone l’accento sulla modernità della collezione e sulla sua eleganza pensata per la quotidianità. Fanno parte integrante dello stile Fiftysix un design classico ed equilibrato che si esprime in un diametro di 40 millimetri, con le anse allungate verso il cinturino in pelle e la corona integrata nella cassa, un dettaglio che allontana i nuovi modelli dall’originale del 1956, dove la corona era invece più sporgente. Tipicamente anni ‘50 è il vetro “box-type” che sovrasta il quadrante, sopraelevato rispetto alla lunetta; naturalmente non è in vetro minerale, come era negli anni ‘50, ma nel più resistente vetro zaffiro, pur senza perdere quel tocco retrò che lo contraddistingue. Un altro vetro è fissato sul fondello, a vista sui movimenti meccanici a carica automatica di manifattura che equipaggiano i nuovi segnatempo Vacheron Constantin: per l’Automatico semplice si tratta del calibro 1326 di 11 linee e 1⁄4 – 26,2 millimetri di diametro e 4,3 millimetri di spessore -, con 142 componenti, 28.800 alternanze/ora, 48 ore di riserva di carica e dispositivo di arresto dei secondi; per il Calendario Completo è invece il calibro 2460 QCL/1 – 29 millimetri di diametro e 5,4 millimetri di spessore – con 308 componenti, 28.800 alternanze/ora, 40 ore di riserva di carica, fasi lunari di precisione da regolare solo ogni 122 anni, contrassegnato dal Punzone di Ginevra. Entrambi i calibri sono inoltre caratterizzati da una raffinata massa oscillante scheletrata in oro 22 carati decorata con l’emblema della croce di Malta: la Manifattura ginevrina ha voluto realizzarla proprio in occasione del lancio della collezione Fiftysix, di cui diventa dunque una sorta di firma stilistica; impeccabili le sue finiture – che includono lucidatura, satinatura e finitura sabbiata a spirale – e che, unite a quelle altrettanto accurate del movimento, ben meritano il fondello trasparente. In tema di decorazioni merita sicuramente attenzione il quadrante dei nuovi Fiftysix. Oltre alla tonalità speciale blu petrolio troviamo una raffinata combinazione tra la finitura opalina del centro e l’effetto soleil della parte esterna; su quest’ultima, separata dalla parte centrale dal binario interno dei minuti, spiccano numeri arabi e indici realizzati in oro bianco 18 carati. Assicura un’ottimale leggibilità il materiale luminescente che riveste sia gli indici sia le lancette di ore e minuti, già evidenziati dal contrasto con il blu del fondo. Nell’Automatico semplice la parte centrale ospita soltanto la firma Vacheron Constantin con il suo simbolo, la Croce di Malta. Al contrario, il quadrante del Calendario Completo presenta la data sulla circonferenza indicata da una quarta lancetta centrale, il giorno e il mese in due aperture al di sotto delle ore 12 e le fasi lunari di precisione – con lune in oro – sopra le ore 6. I nuovi Fiftysix sono garantiti impermeabili fino a 3 atmosfere di pressione e sono corredati di cinturino in alligatore Mississippiensis blu a grandi squame quadrate e con impunture tono su tono. A sua chiusura una classica fibbia déployante in acciaio a forma di mezza Croce di Malta.

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