Foto di Chanel

Le viste alle manifatture sono un dietro le quinte indispensabile per entrare nel merito dell’industria orologiera. La nostra visita alla manifattura Chanel a ottobre nella già innevata Vallée-des-Joux a la La Chaux-de-Fonds prima alla Châtelain e poi alla Romain Gauthier ci ha consentito di approfondire il discorso sulla divisione orologeria del marchio e di apprezzare quanto sia diventato importante, forse strategico, per la Maison. Alla Châtelain ci siamo soffermati sulla produzione delle casse (specialmente in ceramica), sul sertissage e sulla finitura, da Romain Gauthier abbiamo seguito la produzione a partire da nude barre metalliche degli organi in movimento all’interno dei calibri, dai pignoni al bilanciere.

Il dato che mi è rimasto più impresso nel corso della recente visita alla manifattura Chanel è che ci lavorano 300 persone in circa 20.000 metri quadrati. Si tratta di una realtà considerevole, sicuramente definibile come medio grande nel panorama dell’odierna orologeria, che merita l’attenzione degli appassionati.

Inizierei con un po’ di storia. Georges e Francis Châtelain crearono la loro azienda a La Chaux-de-Fonds nel 1947, specializzandosi nella creazione di casse per l’orologeria top di gamma, coniugando il rinomato savoir-faire connaturato alla Vallée-des-Joux con i macchinari più moderni che la tecnologia stava sviluppando.

Giusto quarant’anni dopo, nel 1987, intervenne Chanel, Maison sulla quale non serve dilungarsi, con la precisa volontà di ritagliarsi uno spazio nel mondo dell’orologeria, ricercando subito un partner prestigioso nella fabbricazione di casse e bracciali e con grande esperienza nell’incastonatura delle pietre preziose.

E’ di pochi anni dopo, 1993, la decisione di acquistare tout-court l’azienda, mantenendone tuttavia il nome Châtelain, che conserva tutt’oggi, e confermandone attività e piena autonomia, scelta prudente e, come vedremo, molto lungimirante. Forte dell’esperienza accumulata nei quasi vent’anni successivi, nel 2011 Chanel decise il grande passo, prodursi da sola i propri movimenti diventando, come si era soliti dire, una vera manifattura.

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