In una collezione che racchiude diversi livelli di complessità, il Defy Classic rappresenta una sorta di porta d’ingresso, ma i suoi contenuti e i motivi che lo ispirano raccontano in maniera esplicita un unico universo futurista avviato due anni fa da Zenith sulle solidissime basi della sua lunga tradizione fatta di eccellenza tecnica, di innovazione e di costante ricerca della precisione.

Tra il Defy El Primero 21 e il Defy Inventor, primo e ultimo sviluppo dell’idea di futuro contenuta nella più attuale collezione di Zenith, è possibile ritrovare temi e argomenti diversi, alcuni derivanti dalla tradizione della Manifattura di Le Locle, altri assolutamente inediti. Non è un caso se nella comunicazione del brand la collezione Defy viene definita come “Il futuro della tradizione”: se è vero che ciò che si sta scrivendo è un capitolo nuovo, è altrettanto vero che la spinta verso l’innovazione è parte integrante del DNA della marca. E’ ancora più importante sottolineare come ogni invenzione presupponga un assoluto know-how e una piena consapevolezza del limite verso il quale spingersi per superarlo e quindi segnare un reale passo avanti nell’evoluzione della tecnica. Paradossalmente, anche il nome scelto per la collezione viene dal passato! Collezionisti e appassionati di orologi d’epoca lo ricorderanno senz’altro abbinato a una fortunata e poliedrica linea di orologi prodotti a partire dal 1969, tutti estremamente resistenti, per lo più subacquei fino a 300 metri; tra questi anche un superbo Defy-Gauss, subacqueo a 300 metri e antimagnetico, prodotto in tre serie limitate tra il 1971 e il 1973. Allora come oggi, insomma, il nome Defy rinvia al suo significato letterale, che è quello di “sfida”: un concetto forse meno evidente nel Defy Classic ma assolutamente centrale nel Defy El Primero 21, con la sua misurazione dei tempi a 1/100 di secondo; nel precisissimo Defy Lab, con il quale veniva presentato per la prima volta, due anni fa, il rivoluzionario oscillatore monoblocco in silicio a 18 Hz che sostituisce il tradizionale sistema bilanciere-spirale, ora adottato nel modello di serie Defy Inventor; e ancora nel Defy Zero G, con il suo modulo giroscopico “Gravity Control” che annulla gli effetti della forza di gravità sulla regolarità di marcia dell’orologio, mantenendo l’organo regolatore e il bilanciere in posizione orizzontale. Sfide diverse che si basano sulla fiducia nella ricerca e nell’innovazione tecnologica e che, soprattutto, sono finalizzate a un concreto miglioramento delle prestazioni dei segnatempo. In questo obiettivo si chiude un po’ il cerchio tra passato, presente e futuro: un percorso che continuamente rincorre i suoi diversi momenti in quanto espressioni diverse dei valori fondamentali della marca. Ciò detto, anche la sua estetica rende evidente che la collezione Defy parla senza incertezze il linguaggio del futuro. Da questo punto di vista, pur convivendo con le altre linee della Manifattura – prima fra tutte la storica e iconica linea El Primero, che quest’anno festeggia il suo 50° compleanno -, ne rappresenta comunque l’anima più moderna. Contemporaneamente al suo lancio, nel 2017, è infatti cambiato anche il passo della marca, che ha focalizzato sulla ricerca e sull’attualità le sue maggiori risorse; un passaggio segnato dalla nomina del nuovo CEO Julien Tornare, le cui considerazioni – riportate nella lunga intervista che pubblichiamo nelle pagine seguenti – appaiono dunque quanto mai interessanti e rivelatrici delle strategie del brand.
Entriamo intanto nel vivo della collezione Defy, collezione della quale, come dicevamo, il Defy Classic rappresenta un po’ la porta d’ingresso. I primi modelli sono stati introdotti lo scorso anno, dopo i lanci tecnicamente molto forti del 2017 rappresentati dal Defy El Primero 21 e dal Defy Lab. Da subito era evidente la volontà di rendere in forme più classiche e quotidiane il carattere d’avanguardia dei modelli complicati della collezione grazie a un “semplice” orologio a tre lancette con datario equipaggiato con il collaudato calibro automatico Elite 670, con ruota di scappamento e ancora in silicio, per l’occasione annerito e scheletrato. L’estetica dei nuovi orologi si fondava su una cassa di 41 millimetri in titanio ultraleggero, sul citato movimento visualizzato con un approccio moderno sul lato quadrante oltre che sul retro, nelle versioni con cinturino in pelle, in caucciù o con bracciale in acciaio; blu il colore dominante, utilizzato per l’anello dei minuti dei Defy Classic scheletrati e per l’intero quadrante dei modelli non scheletrati, in una tonalità che non può non ricordare ai più attenti cultori della marca la tonalità del leggendario El Primero del 1969!
Una tappa ulteriore nello sviluppo del Defy Classic arriva quest’anno con la presentazione, a Baselworld 2019, dei Defy Classic Black, White & Blue Ceramic, gli orologi fotografati in queste pagine. Il nome indica già con chiarezza la novità, ossia la cassa in ceramica, che rappresenta un altro segnale dell’estetica fortemente contemporanea di tutta la linea. Le caratteristiche di questo materiale sono ormai ben note e apprezzate nel mondo dell’orologeria: assoluta tollerabilità per un ottimale comfort di utilizzo, resistenza ai graffi e ad altri agenti esterni per un aspetto che si mantiene inalterato nel tempo, adattabilità a diversi colori e tonalità. Nei nuovi modelli Zenith ne ha fatto un alleato perfetto del design rigoroso della cassa Defy, con la sua alternanza di superfici lucide e satinate e con la rotondità della lunetta sovrastante una carrure dalle linee decise e a tratti spigolose. Dai precedenti modelli in titanio i Defy Ceramic ereditano lo storico calibro Elite 670 a 28.800 alternanze/ora nella sua versione più moderna, con l’ancora e la ruota di scappamento in silicio, una riserva di carica di 48 ore e la massa oscillante a stella con finitura spazzolata satinata; modernamente scheletrato e con disco del datario completamente a vista, assume una struttura geometrica che costituisce l’originale sfondo del quadrante. Tuttavia l’impostazione monocromatica dei tre orologi arriva fino al cuore della meccanica, regalandoci tre visioni diverse di uno stesso segnatempo. Nel Defy Classic Black Ceramic le lancette e gli indici delle ore formano un tutt’uno con gli elementi bruniti del quadrante e con le parti visibili del movimento; trattati al rutenio e rivestiti di SuperLuminova, emettono una lieve luce verde nell’oscurità offrendo una leggibilità ottimale del tempo. Nel Defy Classic White Ceramic le lancette e gli indici delle ore ricevono lo stesso duplice trattamento, ma qui gli elementi del quadrante e quelli sottostanti del movimento sono argentati per ottenere un effetto di massima luminosità. Completa la gamma il Defy Classic Blue Ceramic, con quadrante scheletrato di colore blu, indici e lancette rodiati e rivestiti con SuperLuminova. In assoluta continuità con l’impostazione cromatica della cassa e del quadrante, i Defy Ceramic sono corredati di cinturino in caucciù nei colori nero, bianco e blu; la fibbia, di tipo déployante, è in titanio. Comune a tutti i modelli l’adozione di doppio vetro zaffiro: uno per il fondello e un vetro superiore bombato con trattamento antiriflesso sui due lati. L’impermeabilità è garantita fino a 10 atmosfere di pressione.

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