La lunga storia del Chronomaster approda ad una visione sportiva, contemporanea e di elevata performance del classico movimento El Primero, riunendo in un solo orologio i codici caratteristici di una collezione che progetta il futuro senza dimenticare il suo passato.

di Anna Rita Romani

Due anni fa il 50° anniversario del movimento El Primero, primo movimento cronografico automatico integrato della storia dell’orologeria. E come in ogni anniversario che si rispetti insieme agli intenti celebrativi si è affermata la volontà di progettare il futuro di una collezione fondamentale per la storia di Zenith, e non solo per essa. A quell’idea di futuro oggi possiamo dare tranquillamente un nome e un volto: quelli del nuovissimo Chronomaster Sport, protagonista indiscusso della LVMH Watch Week 2021. Svelato con qualche giorno di anticipo rispetto all’apertura ufficiale del Salone digitale del gruppo LVMH, l’orologio non è sicuramente passato inosservato per motivi diversi, ma innanzitutto e senza dubbio alcuno per la sua personalità. E se questo è ciò che risalta al primo sguardo, scomposto nei suoi elementi fondamentali il Chronomaster Sport appare come una sintesi straordinaria dei codici che hanno caratterizzato la storia dell’icona di Zenith fin dal 1969, anno di lancio del primissimo El Primero A386. A partire dagli inconfondibili contatori di tre colori e leggermente sovrapposti sul quadrante, dalla data posizionata tra le ore 4 e le 5 e dall’architettura della cassa, che richiama fedelmente la forma e persino le finiture lucide e spazzolate adottate già nel modello d’esordio A386. Altre “citazioni” riguardano la progressiva evoluzione della linea nata sotto il comune denominatore del movimento El Primero e che in oltre mezzo secolo ha prodotto una serie numerosissima di varianti. Sotto i riflettori, in particolare, i Chronomaster The Originals di 38 e 42 millimetri per ciò che riguarda gli indici orari e le lancette: i primi mostrano una zona nera centrale e punti luminescenti orientati verso l’interno; quanto alle lancette, la differenza rispetto ai modelli citati riguarda la terminazione bianca per quelle di ore e minuti e il finale rosso per le lancette cronografiche. All’origine del design della lunetta possono essere annoverati modelli appartenenti a diversi momenti della storia di Zenith: il modello A277 prodotto nel 1968, caratterizzato da una lunetta nera con “dots” in corrispondenza dei numeri; il Rainbow del 1992, con la sua ampia lunetta su cui era incisa la scala tachimetrica; in tempi più moderni, il riferimento è alla lunetta in ceramica dello Stratos Flyback El Primero, realizzato nel 2011 nella variante “semplice” e nella versione Striking 10th. Si trattava allora di un’evoluzione dell’importante funzione di visualizzazione dei decimi di secondo che Zenith aveva lanciato l’anno precedente (2010) attraverso il Chronomaster El Primero Striking 10th, presentato in due edizioni limitate in acciaio e in oro. Per il bracciale il riferimento è invece rappresentato dai modelli “De Luca” della fine degli anni ’80 e inizio ’90: un bracciale caratterizzato da maglie lucide al centro e spazzolate esternamente, derivato dal famoso modello Gay Frères che Zenith utilizzava fin dagli anni ’80. Sapientemente mixati nell’ottica di una visione contemporanea e idonea a segnare una svolta rispetto alla straordinaria stagione dei Chronomaster Revival – avviata nel 2019 in occasione dell’anniversario e più che mai attuale grazie al recente lancio del modello A385 – tutti questi riferimenti all’heritage della marca convergono verso gli elementi più importanti del nuovo Chronomaster Sport: da una parte la nuova lunetta in ceramica nera lucida che riporta la scala a 1/10 di secondo, dall’altra il movimento che permette questa misurazione …

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