Grazie allo straordinario connubio di durezza e leggerezza, l’impiego della ceramica high-tech si è affermato in maniera pressoché definitiva in orologeria. Continua dunque su queste pagine la nostra analisi su un materiale decisamente versatile, con una seconda puntata che ne ripercorre genesi e sviluppo 

 

 

di Laura Murgia

 Sin dal 1960, ma più stabilmente a partire da circa trentacinque anni fa, poche, audaci Maison hanno scelto la strada della sperimentazione iniziando a utilizzare la ceramica su casse, bracciali, lunette, e anche parti del movimento. Forte di uno spirito pionieristico ben riassunto dal motto “Se possiamo immaginarlo, possiamo realizzarlo”, è Rado a fare da apripista in questo settore, quando nel 1962 introduce il DiaStar 1 (The Original), commercializzato come “il primo orologio al mondo resistente ai graffi”. Un modello innovativo e una vera e propria rivoluzione nell’universo delle lancette, la cui cassa viene realizzata in carburo di tungsteno, una ceramica composita costituita da una combinazione di carbonio e tungsteno in associazione a un legante metallico: una volta cobalto, mentre oggi si utilizza una lega inossidabile. Il risultato, denominato “hardmetal”, ovvero metallo duro, ha la stessa eccezionale durezza della ceramica, così come la tenacità del metallo.  Inizialmente sviluppato per utensili come scalpelli o trapani, l’hardmetal offre una resistenza ai graffi senza precedenti, e rappresenta l’alba di una nuova orologeria nonché il trampolino di lancio per lo sviluppo di materiali futuri, in particolare la ceramica high-tech che la Casa utilizzerà nel 1986 per il Rado Integral. Il termine “ceramica high-tech” descrive un composto che unisce un metallo con ossigeno o azoto, per un effetto finale di un materiale non metallico completamente nuovo e innovativo. Nel caso di Rado il composto preferito è l’ossido di zirconio, una polvere a grana ultrapura e ultrafine che consente di ottenere la piena densità dopo il restringimento indotto dal calore, a differenza della ceramica tradizionale che rimane porosa e fragile. Dieci volte più resistente dell’oro, pur essendo due volte e mezza più leggera, la ceramica high-tech possiede anche un aspetto elegante grazie a una superficie liscia che può essere rifinita lucida o opaca, e prodotta in una gamma di colori in continua espansione…

 

(la versione integrale dell’articolo è pubblicata su “Orologi – Le misure del tempo” #343, aprile 2021)

Rado DiaStar 1 (The Original), del 1962, è il primo orologio antigraffio di Rado

Nel 1986 l’Integral segna la prima incursione di Rado nell’uso della ceramica high-tech

IWC Da Vinci, realizzato nel 1986, con cassa in ossido di zirconio di colore nero o bianco (Foto IWC).

Hublot Classic Fusion Aerofusion Chronograph Orlinski White Ceramic. Cassa in ceramica bianca micropallinata, quadrante in vetro zaffiro

 

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