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Movitalia festeggia 30 anni

Nata nel 1996 in provincia di Verona, l’azienda distribuisce attualmente un interessante assortimento di marchi di orologeria, selezionati con attenzione sulla base delle caratteristiche di qualità e originalità dell’offerta. Al timone Marco Campedelli e suo figlio Filippo

di Anna Rita Romani

«Il mio incontro con l’orologeria è nato all’inizio degli anni ’80, grazie al marchio Movado, di cui ho curato la distribuzione in Italia fino al 2015. Così, quando nel 1996 è nata Movitalia, è stato del tutto naturale evocare nel suo nome quello che all’epoca era il nostro marchio più importante». Esordisce così Marco Campedelli, che unendo professionalità e passione è riuscito nel tempo a costruire una solida realtà imprenditoriale al servizio dell’orologeria, attraversando – nell’arco di trent’anni – molti cambiamenti: dalla trasformazione di tanti negozi che oggi fanno parte di gruppi e catene importanti, all’evoluzione vera e propria dello stile e dei trend del settore. Ancora Marco Campedelli: «Per affrontare i cambiamenti è importante conoscere il mercato, osservarlo e, con i giusti strumenti, saperlo interpretare. Da questo punto di vista le fiere sono state, e sono tuttora, il fulcro del nostro lavoro, dove è possibile captare le novità, seguire l’evoluzione del mercato e, nel nostro caso, fare attività di scouting». 

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Tra gli ospiti speciali della serata del 19 settembre Thilo Mühle, CEO di Mühle Glashutte.

È stato proprio durante una fiera – per la precisione l’edizione 1999 di Inhorgenta – che è avvenuto l’incontro con Mühle Glashutte. «All’epoca – precisa Campedelli – l’orologeria di Glasühtte era una realtà pressoché sconosciuta, e quest’anno festeggiamo 27 anni di collaborazione! È stato per noi un incontro davvero determinante, tanto che per il nostro anniversario abbiamo realizzato insieme a loro 30 pezzi in serie limitata. E in occasione della festa organizzata per l’occasione il 19 settembre scorso, tra gli amici e i clienti di una vita, siamo stati molto felici di accogliere Thilo Mühle, che rappresenta la quinta generazione della famiglia fondatrice dell’azienda di Glashütte».

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Per festeggiare il 30° anniversario, anche un orologio celebrativo realizzato in collaborazione con Mühle Glashutte.

Dopo Mühle Glashutte sono arrivati altri marchi tedeschi: Meistersinger e Junghans. «Junghans è attualmente la marca con cui lavoriamo di più a livello di fatturato – continua Campedelli – ed è un brand che vanta una storia davvero incredibile. Ogni volta che andiamo a Schramberg, nella regione della Foresta Nera dove è situata la fabbrica, restiamo impressionati nel toccare con mano l’intreccio tra gli eventi passati e presenti dell’azienda con le persone che abitano in questo territorio; e poi, entrando nel vivo del Museo Junghans Terrassenbau – l’edificio creato nel 1918 e dal 2018 adibito a museo, è esso stesso un gioiello dell’architettura industriale, concepito come una terrazza a nove “gradini” che sale lungo un pendio per offrire spazi di lavoro lunghi e stretti, progettati per garantire l’ingresso ottimale della luce naturale -, si rimane colpiti nel constatare quanto le creazioni del marchio siano state all’avanguardia nella tecnica e nel design orologiero».
Proprio recentemente, in occasione della fiera di Vicenza, al marchio è stata data particolare visibilità con una presentazione delle novità e una sorta di anteprima di quello che succederà nel 2027 per i cento anni dal lancio del primo orologio da polso del marchio! 

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Tra le acquisizioni più recenti di Movitalia spicca lo storico marchio svizzero Favre Leuba. In foto l’orologio Harpoon Revival, riedizione dell’iconico modello della Casa del 1966.

In aggiunta ai marchi tedeschi, attualmente il portfolio di Movitalia comprende alcuni nomi svizzeri – Edox, ZRC 1904 e Favre Leuba – e i francesi Pequignet ed Herbelin. E anche sui criteri che guidano la scelta dei nuovi marchi Campedelli non ha dubbi: «Io ho sempre cercato di vedere prima di tutto il prodotto che piace a me, che potrebbe essere anche il prodotto che può piacere alla mia clientela. Non è presunzione… direi piuttosto che se un prodotto mi piace al punto di sceglierlo, probabilmente ho anche la capacità di farlo capire ai clienti, soprattutto a chi mi conosce da una vita». E continua: «L’apertura verso nuovi brand è stata abbastanza naturale come risultato della nostra attività di ricerca e osservazione del mercato, ma anche delle conoscenze maturate nel settore. In ognuno dei brand che abbiamo acquisito abbiamo intravisto qualcosa di diverso rispetto all’offerta già presente in Italia. Questa è un po’ la parte più bella del nostro lavoro: scoprire un nuovo marchio e farlo conoscere! Le assicuro che non è facile, perché soprattutto in determinati momenti di contrazione del mercato, quando ci presentiamo nei negozi incontriamo una certa resistenza nell’accogliere qualcosa di nuovo. Questa è un po’ la normalità. Poi capita che arrivi un prodotto particolare, che ha la forza di diventare l’oggetto che tutti vogliono e cambia tutto!» 
Il punto è dunque trovare il modello giusto o il giusto momento? Secondo Campedelli entrambi: «È chiaro che i momenti di crisi economica non rappresentano una congiuntura favorevole, ma nella mia lunga carriera ho visto orologi diventare fenomeni di successo a prescindere dal momento».

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Dietro il successo di Movitalia, una solida realtà familiare. In foto: Marco Campedelli, la moglie Cristina Ferrari e il figlio Filippo.

Oggi le aziende di distribuzione orologiera sono diventate abbastanza rare.«È vero – afferma Marco Campedelli -. Siamo rimasti in pochi. Conciliare le esigenze delle marche con quelle dei negozi è piuttosto difficile. E poi servono esperienza, conoscenza del mercato, forza economica; ma, soprattutto, una mentalità aperta, voglia di fare e tanto entusiasmo! Un fattore fondamentale è poi il rapporto di fiducia con i rivenditori: oltre ad essere molto gratificante dal punto di vista umano, ci aiuta a gestire nel migliore dei modi anche i nodi economici del nostro lavoro, che non sono affatto semplici e che richiedono una forte elasticità».
E tra le sfide da affrontare ogni giorno possiamo senz’altro annoverare concorrenza, e-commerce e cambiamenti nelle abitudini di acquisto. Interviene Filippo Campedelli:«L’e-commerce è un fenomeno con cui tutti noi ci confrontiamo quotidianamente. Di per sé non costituisce affatto un problema. Durante il covid poter contare su un certo numero di negozi che lavoravano online è stato molto positivo; e lo è anche oggi, perché di fatto chi fa vendite online ottiene un sell out maggiore rispetto ai negozi tradizionali. Il problema è però la scontistica, che in qualche modo è connaturata con questa tipologia di vendita, e che crea non pochi problemi a livello d’immagine, per il negozio e per il brand stesso; generando una sorta di corsa a chi fa lo sconto maggiore».

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Il team Movitalia. Da sinistra a destra: Davide Sbrozzeri, Michela Campedelli, Gianmarco Tomelleri, Filippo Campedelli, Cristina Ferrari, Marco Campedelli.

A conclusione di questo interessante incontro, abbiamo chiesto a Marco e Filippo Campedelli quale futuro intravedono per Movitalia. E dalle loro risposte è emersa una piena convergenza di vedute: «Il nostro futuro sarà, come sempre, quello di adattarci ai cambiamenti del mercato, in un settore che, come è noto, fa fatica ad accettare questi stessi cambiamenti, l’evoluzione nel campo della comunicazione e così via. Anzi, noi dobbiamo cercare di recepire eventuali segnali nuovi un po’ in anticipo, per essere pronti a gestirli; quindi continueremo a viaggiare, a confrontarci con situazioni e persone che vivono realtà analoghe alle nostre, ma diverse. Per essere sempre aggiornati, ed essere pronti ad affrontare sfide sempre nuove!»

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