Alla Milano Design Week, una mostra racconta l’evoluzione della misura del tempo tra innovazione tecnica, design e visione contemporanea.
di Silvana Murgia
Durante la Milano Design Week, Jaeger-LeCoultre apre al pubblico “The Perpetual Timekeeper”, un percorso espositivo immersivo che indaga il rapporto tra misurazione del tempo e vita quotidiana. Ospitata a Villa Mozart dal 21 al 26 aprile 2026, la mostra, a ingresso gratuito, riunisce pezzi storici, nuove creazioni e installazioni, offrendo una lettura dell’orologeria come sintesi di tecnica, estetica e funzione. E rendendo omaggio alla lunga collaborazione creativa della Maison con il designer Marc Newson, tra le figure più importanti nell’ambito del design industriale.

Protagonista dell’esposizione è l’emblematica pendola Atmos, che incarna la maestria di Jaeger-LeCoultre nel movimento perpetuo. Sviluppata come prototipo nel 1928 con il nome di Atmos 0 dall’ingegnere e radiologo svizzero Jean-Léon Reutter, e perfezionata da Jaeger-LeCoultre a partire dagli anni Trenta, l’Atmos funziona grazie alle minime variazioni di temperatura dell’aria: un cambiamento di un solo grado Celsius è sufficiente a garantire fino a 48 ore di autonomia. Un principio che, con un apporto energetico minimo, crea l’illusione di un moto perpetuo. Nel tempo, il meccanismo è stato affinato, dalla sostituzione del mercurio con una capsula a gas fino allo sviluppo di nuovi calibri, mantenendo intatta la sua identità tecnica e poetica.

Le sei sezioni della mostra
Il percorso si articola in sei capitoli tematici. A partire dalla storia dell’Atmos che, oltre all’origine, ripercorre le tappe fondamentali del 1932, con la realizzazione dell’Atmos I, modello che presentava un movimento apparentemente perpetuo, in grado di funzionare all’infinito con un minimo input esterno. E del 1938, quando l’utilizzo del mercurio per il blocco motore fu sostituito da una capsula riempita di gas (cloruro di etile). Con il meccanismo di base, noto come Calibro 30A, impiegato negli Atmos I e II, rimasto inizialmente invariato.

Trovano spazio anche le evoluzioni estetiche dell’Atmos attraverso i métiers rares, che trasformano la pendola in oggetto artistico, dalle sue origini Art Déco passando attraverso la sperimentazione estetica degli anni ’70 per arrivare a una serie di collaborazioni con maestri di arti decorative e importanti designer. Che hanno trasformato le pendole Atmos anche reinterpretandole secondo il proprio stile personale, preservandone, allo stesso tempo, l’inconfondibile identità.

Lo sviluppo delle complicazioni, rese possibili dall’introduzione del calibro 540 nel 1982, ha permesso di integrare funzioni aggiuntive con un aumento infinitesimale di consumo energetico. E la creazione di modelli caratterizzati da indicazioni astronomiche, come fasi lunari e cicli celesti, culminando nelle versioni più complesse come il Tellurium.

Un’ampia sezione è dedicata agli oggetti di orologeria concepiti per la vita quotidiana e professionale: strumenti da scrivania, accessori domestici, lampade e miniature architettoniche, che riflettono un nuovo rapporto con il tempo, intuitivo e naturalmente intrecciato al ritmo della vita quotidiana.

E ancora segnatempo da viaggio che, nel corso del Novecento, hanno ridefinito il connubio tra funzione e design. Creazioni progettate per essere maneggiate e trasportate, e spesso dotate di funzioni quali barometri e termometri. Miniaturizzazione, portabilità e integrazione di funzioni, come nel caso della sveglia meccanica Memovox nel 1950, raccontano così un’epoca in cui il tempo diventa sempre più personale e dinamico.

L’evoluzione del design ha naturalmente accompagnato l’evoluzione di Atmos sin dagli anni ’20, espressione di forte modernità ed energia creativa. Dagli orologi da tavolo Art Déco alle audaci composizioni grafiche degli anni ‘60, e oltre, la libertà di interpretazione, forma, materiali e stile si arricchisce di lancette decentrate, quadranti ruotati, proporzioni che si allungano o si contraggono, trasformando la semplice azione di leggere l’ora in un’esperienza visiva unica.

Novità: i tre nuovi modelli Marc Newson e due complicazioni avanzate
La mostra presenta una selezione di 53 segnatempo d’archivio e 32 pendole Atmos, abbracciando nove decenni di storia, affiancati da cinque novità: due Atmos sviluppate con complicazioni avanzate e finiture artistiche, e tre modelli nati dalla collaborazione con il designer industriale Marc Newson. In particolare, una nuova versione dell’Atmos Tellurium, una nuova interpretazione dell’Atmos Calibre 568 da lui progettato nel 2016 e una nuova pendola da viaggio ispirata agli iconici orologi da polso con suoneria Memovox della Maison.

In esposizione anche una selezione curata dei design più rappresentativi di Marc Newson, tra cui sedie, tavoli e altri pezzi unici, tutti recanti la sua inconfondibile firma.

Attiva dal 2008, questa partnership è celebrata anche attraverso l’esposizione di alcune delle sue creazioni più iconiche, a testimonianza di un dialogo che supera i confini dell’orologeria.

A completare l’esperienza, interessanti dimostrazioni dal vivo che illustrano il funzionamento del meccanismo Atmos, rendendo “fruibile” un principio tecnico tanto sofisticato quanto essenziale.

“The Perpetual Timekeeper” è visitabile gratuitamente tutti i giorni dal 21 al 26 aprile presso Villa Mozart, in via Mozart 9, a Milano, con il seguente orario di apertura: dalle 10:00 alle 18:30.
I visitatori possono registrarsi online in anticipo su bit.ly/ThePerpetualTimekeeper oppure all’arrivo in mostra.




